Body scanner in arrivo in areoporto ma si teme che non sia la soluzione
di Francesca Paci
Secondo gli esperti non avrebbe intercettato l'esplosivo dell'attentatore di Natale
Penetrerà pure indiscreto sotto il più pesante degli abiti, ma è assai improbabile che il body scanner invocato oggi a gran voce dai governi occidentali sarebbe riuscito a intercettare l'esplosivo Petn nascosto nella borsa dell'aspirante kamikaze di Natale. Mentre l'aeroporto Schilpol di Amsterdam, beffato una settimana fa dal nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab, si prepara a varcare l'ultima frontiera della sicurezza attivando le prime 15 macchine capaci di leggere il corpo umano attraverso onde elettromagnetiche, gli esperti anglosassoni mettono in guardia dai limiti della tecnologia, assolutamente "insensibile a polveri o liquidi".
Sull'esempio del ministro dell’interno olandese Guusje ter Horst, convinto che la guerra al terrorismo sia "più importante della privacy", il premier britannico Gordon Brown annuncia d'avere già ordinato i controversi scanner corporali da 150 mila euro l'uno e d'apprestarsi a introdurli "gradualmente" in tutti gli scali del Regno Unito a cominciare da Heathrow, operativo "non appena possibile". In breve i nuovi dispositivi dovrebbero poter ispezionare i bagagli a mano dei passeggeri in partenza ma anche di quelli in transito. E pazienza se lo scorso anno il Parlamento europeo aveva respinto l'adozione dei super raggi X proposta dalla Commissione argomentando che "denudare" le persone fosse "un'inaccettabile offesa alla dignità". Il 7 gennaio le intelligence dei 27 paesi membri si riuniranno a Bruxelles per valutare l'iniziativa olandese.
Tanto rumore per nulla? Secondo il deputato conservatore Ben Wallace, ex consulente della Qinetiq, la società di ricerca britannica che tra le prime ha messo a punto gli scanner per gli aeroporti, il macchinario non intercetta le sostanze a bassa densità che risultano invisibili sullo schermo. Passi per la cera, i metalli, esplosivi come il C4. Ma niente da fare con plastica, polveri chimiche e liquidi. "Gordon Brown si illude se pensa che acquistare un paio di scanner ci renderà più sicuri" commenta Wallace alla Bbc. Alti funzionari del Dipartimento dei Trasporti e del Ministero degli interni, citati dal quotidiano Independent, confermano il sospetto che scrutare sotto gli abiti di Umar Farouk Abdulmutallab non avrebbe protetto comunque il volo 253: "I primi test sui body scanner non provano che funzionerebbero in modo esaustivo contro le minacce terroristiche all'aviazione". Per quanto il premier laburista abbia messo le mani avanti sottolineando l'impossibilità di "avere la prova assoluta dell'efficacia d'una qualsiasi tecnologia" insomma, l'impressione di scienziati e 007 è che si tenda a esagerare il potere dei nuovi macchinari per rispondere alla minaccia sempre più sofisticata di al Qaeda. "Con un piano approssimativo affidato a una "matricola", una manciata di uomini di Osama ha beffato i sistemi di sicurezza aerei mancando l'obiettivo per un soffio" osserva una fonte interna all'intelligence di Sua Maestà. Facile prevedere che enfatizzerano la chiusura a riccio di Londra per segnare un punto a proprio favore.
E' dall'inizio degli anni '90 che le difese occidentali discutono la sostituzione dei vecchi metal detector con la nuova generazione di onde elettromagnetiche per perquisire a fondo criminali comuni e potenziali terroristi. I nuovi scanner, provati in passato negli scali di Heathrow e Manchester, sarebbero meno nocivi di quelli tradizionali perchè non emettono radiazioni e non richiedono il consenso del passeggero. Una donna incinta a cui sarebbe stato risparmiato il passaggio ai raggi X insomma, potrebbe essere tranquillamente sottoposta alla nuova tecnologia. Peccato che appena serva davvero, la miracolosa lente scopri-esplosivi si scopra assai meno infallibile di quanto apparisse in laboratorio. Seppure le aziende produttrici promettano speciali software capaci di funzionare senza personale per aggirare le proteste di chi non ha alcuna voglia d'esporsi svestito agli occhi degli agenti, restano l'immunità delle sostanze a bassa densità e i tempi tecnici.
"L'introduzione dei body scanner alle partenze aggiungerebbe enormi ritardi" spiega Norman Shanks, ex capo della sicurezza della Baa, l'autorità aeroportuale britannica. Al ritmo di due o tre persone "radiografate" al minuto è facile immaginare l'evoluzione della coda al banco dei controlli e, soprattutto, della sempre più insostenibile voglia di volare.
Questo è quello che ci propinano
