Visualizzazione post con etichetta mafia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mafia. Mostra tutti i post

lunedì 10 maggio 2010

Un paese che sprofonda sempre di più nella merda

Questi non sono uomini delle Forze dell'ordine... sono bestie da espellere
(senza offesa per gli animali)



Un ragazzo esce di casa in motorino con un amico, un poliziotto si avvicina, scoppia un diverbio e l'agente comincia a picchiarlo. Fa discutere il video amatoriale diffuso dal Tg3 che mostra le immagini del pestaggio di Stefano Gugliotta, 25enne romano ora in carcere per resistenza a pubblico ufficiale, avvenuto la sera del 5 maggio mentre, poco lontano, si concludeva la finale di Coppa Italia tra Roma e Inter. Secondo i familiari del ragazzo si è trattato di uno scambio di persona: la polizia lo avrebbe ritenuto un ultrà romanista responsabile di scontri con le forze dell'ordine. Il ragazzo, che secondo il padre ha perso un dente e presenta numerose ferite, è ancora in carcere. «Quando sono stato portato in cella mi è stato chiesto di firmare un foglio con una X già sbarrata, dove si leggeva che avrei rifiutato visite mediche supplementari, ma mi sono opposto. Solo dopo ho potuto firmare un foglio con le caselle ancora vuote», fa sapere dal carcere. «Non riesco a capire perchè gli agenti mi sono venuti addosso», ha detto il giovane al senatore Idv Pedica precisando che prima di scendere da casa, aveva «bevuto due o tre birre». Le condizioni di salute di Stefano, al quinto giorno in cella, non sono drammatiche, ma ha «necessità di cure- dice il suo legale-. È abbastanza dolorante in varie parti del corpo e dal punto di vista psicologico è abbastanza provato».

Questo non è un uomo dell'informazione ... ma una zecca da espellere
(senza offesa per le zecche)


Fede si scaglia contro Saviano: «Non è un eroe, non se ne può più»
"E' di una gravita' inaudita l'attacco di Emilio Fede nei confronti di Roberto Saviano: Fede dovrebbe sapere che lo scrittore campano e' stato minacciato di morte per il suo coraggio nella denuncia della criminalita' organizzata e dovrebbe essere a conoscenza del fatto che il giornalista vive blindato e non ha piu' una vita personale". E' quanto sottolinea il portavoce dell'Idv Leoluca Orlando, commentando l'intervento del direttore del Tg4 sull'autore di 'Gomorra' Roberto Saviano. "Anche i quattro gatti che continuano a vedere la pantomima serale di Emilio Fede - continua l'esponente di Italia dei valori - non ne possono piu': ma di lui. Il conduttore del Tg4 dovrebbe limitarsi a passare le veline di palazzo Chigi... E' veramente segno del degrado del nostro Paese che non sia un politico corrotto o colluso ad attaccare quanti denunciano, attraverso l'informazione, il sistema criminale mafioso, ma che questo attacco venga proprio da chi, essendo giornalista, dovrebbe avere rispetto per la liberta' di informare o denunciare. L'Ordine dei Giornalisti esiste ancora? - si chiede Leoluca Orlando - Se c'e', batta un colpo!".

mercoledì 31 marzo 2010

C'è chi vede nero e chi continua a vedere la TV

La prima emergenza nel Lazio


La prima emergenza nel Lazio è il ripristino della LEGALITA', la lotta alla corruzione, lo sperpero di denaro pubblico ed un netto contrasto all'espansione della mafia.
Tutti fattori che non permettono un sano, sostenibile ed equo sviluppo.
Su questo la Bonino dava sicuramente più garanzie.
Fra 5 anni se non si farà nulla di concreto in tal senso il MALE diventerà irreversibile!

Silverlight



"Vedo nero, nerissimo. Ma il giocattolo del capo si è sfasciato"
Intervista di Beatrice Borromeo a Giovanni Sartori


"È andata malissimo. Sono depresso. Mi sento una specie di abatino Galiani: vedo tutto nero, noir, noir". Parole pesanti per chi conosce il professor Giovanni Sartori, politologo ed editorialista del Corriere della Sera, che di solito si limita a esorcizzare con l’ironia anche le situazioni più gravi.


Professore, è nata la Padania.

Sì, e questo divide il paese: ora al nord faranno il federalismo fiscale e il Pdl diventa un partito meridionale. Si sgretola il giocattolo di Berlusconi.

Cioè l’alleanza con Fini e Bossi?

Certo, perché al nord prevale la Lega e il presidio di Berlusconi si confina al sud. Questo implica un partito molto clientelare e condizionato dalle varie mafie. Il Pdl è un partito di plastica, di cartapesta. Regge perché gli uomini di Berlusconi devono tutti il posto a lui. Soltanto al centro rimane qualche isola rossa resistente.

Quindi secondo lei Berlusconi, personalmente, ha perso nonostante il buon risultato elettorale?

Sì, e io l’avevo previsto. Il problema di Berlusconi non sono i voti, ma la distribuzione del potere sul territorio. Il Pdl è incentrato solo su Berlusconi che concede tutto a tutti perché a lui interessa soltanto preservare il suo potere.

La Lega è l’unico partito radicato che non si affida solo al carisma del leader. Il Pd dovrebbe ispirarsi a questo modello?

La Lega rappresenta interessi concreti, quelli della piccola borghesia, di un elettorato del nord che vuole tenersi i soldi. Al sud il discorso è diverso: i soldi non si producono, si rubano e si spendono per mantenere le clientele.

Quindi la sinistra non si radica perché non rappresenta più nessuno?

Al nord il centrosinistra ha commesso un grave errore a parlare di "immigrazione facile", perché poi succede che l’operaio disoccupato vota Lega. Pensa al suo interesse. C’è una crisi economica globale che mette in pericolo l’occupazione e il lavoro, in particolare in Italia. La sinistra non lo capisce, non usa alcuna lungimiranza proprio su temi e problemi riguardo cui doveva essere ghiotta e propositiva. Invece nulla.

Salva almeno Di Pietro o Nichi Vendola, l’unica opposizione che non è stata sconfitta?

Io non ho nessuna stima per Di Pietro, demagogo di sinistra. E la vittoria di Vendola è un problema per Bersani, perché tira il partito a sinistra. L’idea del Pd riformista era invece di cercare voti al centro.

Perché il Pd perde? Qual è il problema?

Tra gli altri, c’è che sono stupidi: Bersani chiede il ritorno al Mattarellum per avere un centrino-ino-ino che a malapena passa la soglia di sbarramento. Il segretario del Pd si preoccupa di questo e non di una legge elettorale come il Porcellum che lo stritola. È chiaro che l’unione Bossi-Berlusconi si prepara a vincere le prossime elezioni, e con la vittoria otterrà automaticamente il 55 per cento dei seggi. Ma di questo Bersani non si preoccupa.

La sinistra ha cancellato dall’agenda anche la legge sul conflitto di interessi.

Quello è stato il bacio della morte. Tutto è cominciato dalla rinuncia a quella legge.


Secondo lei il segretario Bersani è in bilico dopo questo voto?

Per adesso non vedo di molto meglio in giro. E poi non ha subito una sconfitta indecorosa. È andata male ma, poveraccio, neanche per colpa sua. Questo partito soffre l’eredità dell’ultimo governo Prodi.

E degli ultimi scandali: Delbono a Bologna, Marrazzo nel Lazio.

Gli scandali più che altro hanno generato disincanto. Siamo un Paese marcio nel midollo e chi vota Berlusconi non si è fatto molto influenzare: quell’elettorato segue una tivù sotto controllo quindi – a parte i lettori del Fatto e di qualche altro giornale ancora libero di parlare – il cittadino dice: "E vabbè". Non ha anticorpi, non è reattivo.

Cosa può fare un cittadino onesto che vuole contribuire, sperare?

E’ abbastanza impotente. Finché ci sono Berlusconi, il suo sistema di potere e il controllo dei media, non vedo nessuna speranza.

Però è cresciuta l’astensione: una protesta contro questo sistema?

Era astensione equidistribuita, non ha colpito solo il centrodestra ma anche il Pd. È disaffezione, antipolitica, disgusto e indifferenza della politica tutta.

Anche le nostre elezioni, come quelle americane di mid-term, sono un giudizio sull’operato del governo più che un voto locale?

Berlusconi ha impostato la campagna elettorale su di lui e quindi il risultato si può solo leggere come una conferma del governo.

Quanto ha influito l’opposizione della Cei alle candidate abortiste, Bonino e Bresso?

Si potrebbe frenare questo eccesso di invasione ecclesiastica della politica, perché l’elettorato cattolico duro e puro non supera il 4 per cento. Ma sia il governo che il centrosinistra si arrendono subito, senza combattere, a una Chiesa che è tornata alla riscossa.

Nessun cambiamento in vista?

Oggi no, lo escludo. Comunque ci siete voi sulle barricate, io sto nelle retrovie.


NON E' CHE
CONDIVIDIAMO...

DI PIU'!!!

lunedì 29 marzo 2010

Brogli PDL nel Lazio


ALL'ARMI!!!



domenica 21 marzo 2010

C'è popolo e Popolo!

Per la seconda volta nella sua storia, l'Italia assiste alla fine di un "ventennio" nero... anzi buio.

Ieri 20 marzo è stata la giornata della gente in piazza. Assistiamo sempre più al ricorso di manifestare in piazza e questo, dal punto di vista della partecipazione, è positivo anche se il Paese è costantemente diviso in due... ma questo, per l'Italia, è sempre stato così (ahinoi!).
Una chiave attuale per leggere la "divisione" che stiamo vivendo è ancora quella che vede da una parte le persone che si informano (o semplicemente vedono) l'obsoleta televisione e, dall'altra, le persone che si tengono aggiornate attraverso il più moderno (e incensurato/abile) pc, ovverosia tramite internet.
Il tutto, ovviamente, con le dovute trasversalità e senza voler generalizzare ne' offendere alcuno... ma tant'è!


Ieri 100-150.000 persone, perlopiù provenienti dal nord, si sono radunate a Roma in piazza San Giovanni per quella che si è dimostrata più una festa se non addirittura uno show similartelevisivo, per ascoltare Berlusconi nella speranza che tirasse fuori dalla tasca un asso (tipo abolizione dell'ICI). Oppure che parlasse, come annunciato da La Russa, di contenuti programmatici per risolvere i problemi che ci affliggono. Infatti il ministro picchiatore aveva dichiarato, in diretta Sky: "Non è importante il numero di presenze (sapeva già del flop? GUARDA) ma che oggi qui si parlerà di proposte... "del fare".


Dal boss invece le solite invettive "amorose" contro uno dei poteri dello Stato cioè la magistratura, le domandine tipo quiz televisivo, le volgari offese a Di Pietro, le ingiurie minacciose a Travaglio, Santoro e addirittura a Paolo Borsellino. Per non parlare delle squallide battute su Bonino - Marrazzo. Questo sia nelle sue "imbeccate" che negli slogan degli "imbeccati", non fa differenza.
Ad ascoltarlo, oltre a qualche persona normalmente in buona fede, c'erano giovani nostalgici che hanno applaudito alle note di "faccetta nera" dell'orchestra (ah... c'era anche Apicella), i leghisti di "Roma ladrona" (invece a Milano non rubano i soldi pubblici!?), coppie di anziani con cravatte e pellicce come ad un anteprima cinematografica e donne, più o meno giovani, in cerca di un posto non si sà se di lavoro, in tv o a letto di qualche potente.
Ma, a parte il sarcasmo, la cosa che li univa è che ce ne fosse stato uno che abbia espresso un "pensiero autonomo"; al massimo continuavano a ripetere, in maniera ossessiva, gli slogan creati dai pubblicitari dello psiconano. Nemmeno i leader della coalizione hanno osato parlare al "popolo" prima dello show del capo; ballavano, sorridevano e salutavano sulle note delle canzonette sparate sulla gente per caricarla.
Infine se dalle foto e dai video sottraete l'effetto ottico dei bandieroni esce fuori l'amara realtà che stà vivendo il popolo della destra: la disaffezione, l'astensione... l'usura dovuta all'eccessiva sovraesposizione del talenano e dei suoi slogan che ripete come un disco rotto.

Il fatto è che si è rotto anche il sistema televisivo lavacervelli!


Ecco altre schegge di questa kermesse:
- Isabella Rauti che lungo il corteo scandisce, dal megafono, un "mantenete i ranghi" che non ammette repliche.
- uno striscione con "i tarocchi d'Italia" rappresentati da Antonio Di Pietro, 'il matto', Emma Bonino, 'la morte' e Paolo Borsellino, 'la giustizia'.
- il mantra, de "la scelta di campo" tra "la libertà" e lo "stato di polizia della sinistra".
- Dal palco Denis Verdini (l'ex comunista ora affarista) spara "un siamo più di un milione".
- Treni, bus e persino la metropolitana gratis.(... e noi paghiamo!).
- quelli del "popolo della vita" che gridano contro la Bonino "favorevole a aborto ed eutanasia" e diffondono nell'aria l'appello al voto del 1948. Quello per cui nell'urna Dio ti vede e Stalin no".
- Gianni Alemanno che si lascia scappare un "siete bellissimi".
- il gettonatissimo "Renata presidente, lo vuole la gente". ... ma quale?
- un isolato stendardo della X Mas.

- l'introduzione alla festa sulle note di Star Wars.
- ovviamente l'inno del premier "Meno male che Silvio c'é".
- il duetto amoroso tra Umberto e Silvio.
- uno striscione da "il bue che dice cornuto all'asino" che recitava: 'Di Pietro mafioso, Santoro fascista'.
- le magliette con la scritta 'Meglio un giorno a San Giovanni che cent'anni da Luxuria'.
- un cartello 'se ci tieni al tuo bambino non votare la Bonino'.
- e ancora 'Anche gli iniqui magistrati saranno un giorno giudicati non da un collega fraterno ma dal giusto Padre eterno'.
- il premier che rilegge l'ormai noto discorso sulla sua discesa in campo. Era il 1994. Sedici anni fa. Ma in piazza nessuno sembra accorgersene.

VI BASTA?



Capitolo2: l'altra Italia

In contemporanea manifestavano a Roma i movimenti antagonisti per combattere la lucrosa "privatizzazione dell'acqua".


"Siamo in 200 mila", lo dicono gli organizzatori della manifestazione nazionale contro la privatizzazione dell'acqua in corso di svolgimento a Roma. Dietro lo striscione di testa, c'e' anche il missionario padre Alex Zanotelli e chi gli sta intorno sorride nel sentire le cifre, ma anche sottolinea: "Quello che conta e' la qualita' della partecipazione, piu' del numero".
Lo stesso Zanotelli si dice molto contento per il risultato dell'iniziativa e sottolinea: "Se nei prossimi mesi riusciremo a raccogliere le firme necessarie per far svolgere i tre referendum contro la privatizzazione dell'acqua e poi riusciremo anche a vincerli, sara' il primo colpo che verra' dato alla privatizzazione, che per ora sembra purtroppo vincere in tutto il mondo. A farne le spese sono come sempre i poveri e i deboli e se le cose continueranno cosi' credo che ci saranno anche 100milioni di morti per mancanza d'acqua nel Sud del mondo".

Assenti invece le bandiere di partito. Una scelta precisa degli organizzatori, come spiega anche padre Alex Zanotelli: "Questo, come la promozione del referendum contro il decreto Ronchi, è un impegno non dei partiti ma per la prima volta della società civile, e se il referendum avrà successo sarà una straordinaria vittoria politica dal basso".

Alla manifestazione, organizzata dal forum dei movimenti per l'acqua, hanno partecipato i sindaci e i rappresentanti di vari comuni, tra cui Napoli, Modica, Gubbio, Corchiano, varie realta' politiche della sinistra, dei sindacati e delle associazioni della società civile come il 'No Dal Molin', il Popolo Viola, il Wwf, Legambiente ed il Gruppo Civico Archimede.

Qualcuno ha visto Bakeka?


A Milano sono scesi in strada a ricordo delle vittime di mafia (il più grande dei problemi da risolvere).

Un corteo di 150 mila persone ha sfilato ieri, sabato 20, per le vie di Milano in occasione della quindicesima Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da Libera. Studenti, gruppi scout, associazioni e semplici cittadini si sono uniti al fianco degli oltre 500 familiari italiani e stranieri di vittime delle mafie presenti in manifestazione. Lo slogan scelto per questa giornata è stato: «Legami di legalità, legami di responsabilità», e sul palco allestito in piazza Duomo sono stati letti i nomi di oltre 900 vittime morte per mano delle mafie.

Nel corteo anche i figli e nipoti del sindacalista Epifanio Leonardo Li Puma, assassinato dalla mafia, che da oltre 60 anni aspettano giustizia. «Tutti nel nostro paese sapevano ma nessuno ha mai fatto nulla. Siamo qui a Milano per dire che è anche grazie a persone come nostro nonno e come Placido Rizzotto che oggi i siciliani hanno un tozzo di pane da mangiare». E in piazza duomo, in prima fila sotto il palco, ci sono anche i genitori dell'agente di Palermo, Antonino Agostino, ucciso insieme a sua moglie Ida Castelluccio il 5 agosto 1989. Da oltre 20 anni questa famiglia chiede che venga fatta giustizia, tanto che Vincenzo Agostino, il padre di Antonino, ha giurato di non tagliarsi più la barba finché non verrà scoperta la verità sulla morte del figlio e della nuora.

Un adesione a 360°, dalla politica alla società civile e al mondo dello spettacolo, che ha colorato per una mattina le vie di Milano, mentre dal palco avveniva la lettura delle vittime di fronte ad una piazza Duomo in completo silenzio.

A chiudere la mattinata l'intervento del fondatore di Libera, don Ciotti: «Quello che si sta vivendo in Italia non è solo una crisi economica ma innanzitutto una crisi politica ed etica – ha detto dal palco - C'è bisogno urgente di onestà, trasparenza e rispetto delle leggi ad ogni livello, dobbiamo stare tutti uniti con il coraggio di dire basta». E per i famigliari delle vittime della mafia don Ciotti ha chiesto giustizia e verità.
Infine Don Ciotti ha affermato: "I candidati non si scelgono solo in base alle vicende giudiziarie, ma in base ai comportamenti e alle frequentazioni" e che "la politica tutta torni a essere politica con la 'p' maiuscola".

Tu, di quale Italia
fate parte?


sabato 20 marzo 2010

Messaggio per i disoccupati: meno male che silvio c'è.

100 € !!!
tramite le agenzie interinali se sei disoccupato e vai alla manifestazione di Berlusconi

Alle manifestazioni del Popolo Viola i cittadini vanno spontaneamente, a proprie spese. Il 5 dicembre scorso dalla Sardegna è stato organizzato un traghetto intero pieno di gente come noi, che voleva andare a Roma a manifestare contro questo governo scellerato che lavora solo per gli interessi del Kaiser e non per risolvere i problemi dell'Italia.

Ora girano voci come questa:

"Stamattina ho ricevuto questo messaggio dalla mia amica Manuela:
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh ti racconto questa fresca fresca....mia figlia è laureata e adesso sta facendo la specializzazione, è iscritta a diverse agenzie di lavoro e ogni tanto fa lavoretti, tipo supermercati, fiere, manifestazioni varie ecc pagate una miseria, va be' questo si sa, 10 min fa le hanno telefonato una di queste agenzie chiedendole se sabato voleva andare a roma spesata alla manifestazione del nano, pero' doveva mettersi una maglietta con scritto meno male che silvio c'è e le danno 100 euro............madooooooonnaaaaaaaaaaa miaaaaaaaaa mi viene il vomitoooooooo!!!
"

E cioé tante agenzie interinali cui si iscrivono i cittadini disoccupati, sono state contattate dal PDL per assumere gente e fare numero alla manifestazione indetta da Sua Indecenza. Alcune reazioni e commenti sono riportati QUI (il sito de L'Unità) e anche QUI (il blog di Gianfranco Mascia, del Popolo Viola).

Ricordo che una decina di anni fa, a Sassari, il giornale locale pubblicò una foto scattata a una manifestazione di Forza Italia nella piazza centrale di Sassari.
A parte il fatto che c'erano 4 gatti, la cosa che il giornalista fece notare molto bene era la presenza di un noto tossico che fermava la gente nelle vie del centro ("Mi dà cento lire per mangiare, signora", con voce metallica), fermo in piedi in mezzo alla "folla" che NON riempiva la piazza, con in mano una bandiera di Forza Italia. Il commento fu lapidario: "Forza Italia assolda gli sbandati per fare numero".

Ed è vero! Ero passato in Piazza d'Italia per puro caso e l'avevo visto.

Mi sento offeso, come cittadino e lavoratore, che il PDL contatti le agenzie interinali per assoldare gente e fare numero alle sue manifestazioni. Forse è questo il fantomatico "milione di posti di lavoro" promesso da questo delinquente tanti anni fa!

A parte il fatto che il Kaiser generalmente odia le manifestazioni e insulta (e fa insultare dai suoi scagnozzi fra i giornalisti e i politici) quanti vi partecipano....

Allora la domanda nasce spontanea: ma dove cavolo li prende i voti il PDL alle elezioni?

IO PENSO SEMPRE DI PIU' AI BROGLI

Del resto, Berlusconi ogni volta che ha perso una tornata elettorale ha sempre urlato ai brogli, dicendo che "aveva le prove", che ovviamente non sono mai venute fuori. Generalmente quando si lamenta di qualcosa è la classica gallina che canta e ha fatto l'uovo.

Allora.... forse i brogli ci sono veramente, ma quando vince Lui....



Noi pensiamo anche alla mafia
e ai cretini che abboccano!



mercoledì 3 marzo 2010

La Penisola dei mafiosi - parte prima


The Minzolini connection


Io non vi lascerò tranquilli
Io voglio che voi vi incazziate!



Eccolo, l'Augusto Minzolini contrario alle intercettazioni, pro-nucleare, che inneggia a Craxi come uno statista, che difende Bertolaso. E 'ttecredo che lo difende, visto che lui per primo, il direttore della testata di informazione pubblica più prestigiosa di questo paese, si intratteneva con la cricca Diego Anemone - Angelo Balducci, e faceva favori al figlio di Balducci, come organizzargli un servizio sul TG1 per il lancio del capolavoro cinematografico "Io, Don Giovanni".
Dopo l'assoluzione conferita da Minzolini al Presidente del Consiglio sul caso Mills, dopo le intercettazioni audio tra Bertolaso e Diego Anemone, pubblicate ieri su Byoblu.Com, ecco ora svelarsi la vera natura di un Italia ormai senza dignità, senza pudore, un'Italia di venduti in doppio petto, una cricca di affaristi barattieri che si scambiano il nostro futuro per farsi favori reciproci.

Ecco, dal pezzo di Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, l'intercettazione tra Angelo Balducci e Augusto Minzolini dopo il servizio andato in onda sul TG1 - per promozionare la partecipazione del figlio di Balducci nel film 'Io, Don Giovanni' - precedentemente concordato tra i due.

Minzolini: allora ... ti è piaciuto?
Balducci:... grazie ... bellissimo.
Minzolini:... è stato proprio bello il servizio ... devo dire che lui è bravo ma anche Mollica è per queste cose.
Balducci:... guarda.. il servizio è venuto benissimo proprio, anche le scene poi si prestavano bene.
Minzolini:...come no, infatti erano proprio bellissimi quei...
Balducci: io non ho parole.
Minzolini:...macchè! ... lascia perdere ... volevo soltanto sapere se ti è piaciuto... lui è contento?
Balducci:... molto guarda ...
Minzolini:... memo male ... lì è una specie di investitura sai no? ... in quel mondo lì ...(ride)
Balducci: io ti, ovviamente ti avrei chiamato stasera perché non ti volevo
Minzolini: ma che scherzi? ... non ti preoccupare ... volevo sapere così .. son contento
Balducci:...ci vediamo presto?
Minzolini:...quando ti pare.

Solo cinque giorni fa avevamo chiesto le dimissioni di Augusto Minzolini. Oggi sappiamo che non basta. Non basta più, perché morto un papa, se ne fa un altro!

Deve saltare il tappo. Non vogliamo più questa classe dirigente. Il Popolo Viola è superato. Il Popolo ormai è Nero. No, non fascista: è solo incazzato nero.
E tutto questo non lo accetterà più.

Byoblu



martedì 2 marzo 2010

PDL: Il fantasma di un partito


Il fantasma di un partito


di Ernesto Galli della Loggia dal Corriere della Sera del 2 marzo 2010
(EDIZIONI INTERNAZIONALI)...
Perché dall'edizione italiana è stato tolto (censurato) in quanto troppo duro. Per noi invece è troppo morbido!

La plastica si sta squagliando? Sembrerebbe. Certo è che coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito più o meno vero, qualcosa di più di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi. Non era qualcosa di più: spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio. Una corte, è stato autorevolmente detto. Ma a quel che è dato vedere pare piuttosto una somma di rissosi potentati locali riuniti intorno a figuranti di terz'ordine, rimasuglio delle oligarchie e dei quadri dei partiti di governo della prima repubblica. E tra loro, mischiati alla rinfusa – specie nel Mezzogiorno – che in questo caso comincia dal Lazio e da Roma – gente dai dubbi precedenti, ragazze troppo avvenenti, figli e nipoti, genti d'ogni risma ma di nessuna capacità.
E' per l'appunto tra queste fila che, a partire dalla primavera dell'anno scorso, si stanno ordendo a ripetizione intrighi, organizzando giochi e delazioni, quando non vere e proprie congiure (e dunque non mi riferisco certo all'azione del Presidente Fini, il quale, invece, si è sempre mosso allo scoperto, parlando ad alta voce), allo scopo di trovarsi pronti, con i collegamenti giusti quando sarà giunto il momento, dai molti dei cortigiani giudicato imminente, in cui l'Augusto sarà costretto in un modo o nell'altro a lasciare il potere. Da quel che si può capire, e sopratutto si mormora, sono mesi, diciamo dalla famigerata notte di Casoria, che le maggiori insidie vengono a Berlusconi e al suo governo non già dall'opposizione, ma proprio dalla sua stessa parte, se non addirittura dalle stesse cerchie a lui più vicine. Al di là di ogni giudizio morale tutto ciò non fa che mettere in luce un problema importante: perché mai la destra italiana, durante la bellezza di quindici anni, eppur in condizioni così favorevoli, non è riuscita che a mettere insieme la confusa accozzaglia che vediamo? Perché non è riuscita a dare alla parte del Paese che la segue, e che tra l'altro è quasi sicuramente maggioritaria, sul piano quantitativo, niente altro che questa misera rappresentanza? Certo, hanno influito di sicuro la leadership di Berlusconi e la sua personalità.
Il comando berlusconiano, infatti, corazzato di un inaudito potere mediatico-finanziario, no non era tale da potere avere rivali di sorta assicurandosi così un dominio incontrastato che almeno pubblicamente ha finora messo tutto e tutti a tacere; la personalità del premier, infine, ha mostrato tutta la sua congenita, insuperabile estraneità all'universo della politica modernamente inteso e dunque anche alla costruzione di un partito.
La politica, infatti, non è vincere le elezioni e poi comandare, come sembra credere il nostro presidente del Consiglio; è prima avere un'idea, poi certo vincere le elezioni, ma dopo anche convincere un Paese e infine avere il gusto e la capacità di governo: tutte cose a cui Berlusconi, invece, non sembra particolarmente interessato e per le quali, forse, un partito non è inutile. Ma se è vero che il potere e la personalità del leader sono state un elemento decisivo nell'impedire che la Destra esprimesse niente altro che Forza Italia e il Pdl, è anche vero che né l'uno né l'altra esauriscono il problema che rimanda invece a caratteristiche di fondo della società italiana che come tali riguardano tanto la Destra che la sinistra.
In realtà, il verificarsi simultaneo della caduta del Muro di Berlino e di Mani pulite ha significato la fine virtuale di tutte le culture politiche che la modernità italiana era riuscita a mettere in campo nel Novecento (quella fascista avendo già fatto naufragio nel '45). E' quindi rimasto un vuoto che il Paese non è riuscito a colmare.
Non si è affacciata sulla scena nessuna visione per l'avvenire, nessuna idea nuova, nessun'indicazione significativa, nessuna nuova energia realmente politica è scesa in campo. Niente. Il risultato è che in Italia i capi politici più giovani hanno come minimo superato la cinquantina.
Ma naturalmente il vuoto è più sensibile a destra. E più sensibili ne sono gli effetti negativi, perché lì la storia dell'Italia repubblicana non ha costruito nulla e dunque non ha potuto lasciare alcun deposito; che invece è rimasto solo nel centrosinistra; erede di un ininterrotto sessantennio di governo del Paese tanto al centro che alla periferia. Così come nel centrosinistra sono rimasti quasi tutti i vertici della classe politica che fu cattolica o comunista, portando in dote la propria esperienza e le proprie capacità. Mentre alla Destra è toccato solo il resto: a cui poi, per il sopraggiunto, generale, discredito della politica, non si è certo aggiunto, il meglio del Paese.


NO!
QUESTA E' LA
PENISOLA
DEI MAFIOSI!!!


Leggi

Gli impresentabili


mercoledì 24 febbraio 2010

La parola coraggio batte nel cuore


«
Il vigliacco muore più volte al giorno,
il coraggioso una volta sola»
[Giovanni Falcone]




Il coraggio è di chi osa,
chi alza la testa,
chi prende la parola,
chi non teme niente
chi ha nel cuore la forza di dire,
nelle mani l'audacia di fare,
e si muove anche quando è stanco,
sorpassa la stanchezza,
e va avanti, gridando!

Il coraggio è delle persone sveglie,
sincere nell'animo e negli occhi.
Nella Rete si sta alzando una voce,
un'onda forte e potente,
che può cambiare questo Paese,
in meglio...

Il 20 febbraio 2010
davanti all'ambasciata Usa
ho visto il coraggio
e nel mio cuore ha ruggito il leone.

Enzo di Frenna



giovedì 11 febbraio 2010

Cosa vi dicevamo!?

MAGNA MAGNA AL G8 IL GIP:
"PER BERTOLASO ANCHE PRESTAZIONI SESSUALI"



BERTOLASO SI DIFENDE
COSI'



(AGI) - "Storia di ordinaria corruzione": cosi' il Gip di firenze Rosario Lupo ribattezza l'inchiesta che ruota attorno al sottosegretario Guido Bertolaso e che fino a oggi ha portato agli arresti di Angelo Balducci, Diego Anemone, Fabio De Santis, e Mauro Della Giovampaola. Per spiegare l'"ordinaria corruzione" il magistrato ricostruisce le tangenti pagate con denaro, ville, auto di lusso ed escort in cambio di appalti milionari per il lavori del G8 alla Maddalena e per la realizzazione o la ristrutturazione di imponenti impianti sportivi in occasione dei mondiali di nuoto del 2009 a Roma. "I fatti sono gravissimi - scrive il gip - proprio per la sistematicita' delle condotte illecite e dei rapporti illeciti di cointeressenza tra gli indagati e per le rilevantissime ripercussioni finanziarie ed economiche ai danni del bilancio dello stato rese possibili, tra l'altro, da una normativa ampiamente derogatoria delle ordinarie regole in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici che presuppone in chi la deve gestire e applicare ancora di piu' rispetto delle regole di trasparenza, fedelta', imparzialita' ed efficienza imposte da legge e Costituzione ai pubblici ufficiali componenti". "La gravita' appare - scrive ancora il Gip - se possibile , ancora maggiore se si pensa che il delitto oggi contestato e in relazione al quale si chiede la maggiormente afflittiva tra le misure cautelari, matura nell'ambito di un sistema non a caso definito "gelatinoso" non dagli investigatori ma da alcuni degli stessi protagonisti di tale inquietante vicenda di malaffare (che potrebbe essere ribattezzata ''stopria di ordinaria corruzione'').

(AGI) - Roma, 11 feb - Prestazioni sessuali con una brasiliana
massaggi non meglio precisati con tal Francesca, non solo
quindi donazioni di denaro, ma escort pronte per l'uso in un noto
centro massaggi sulla via Salaria: il "Salaria Sport Village".
Ad offrire tutto cio' al sottosegretario Guido Bertolaso,
secondo il Gip di Firenze Rosario Lupo, sarebbe stato
l'imprenditore Diego Anemone. "Appare peraltro comprensibile",
scrive il magistrato, che Anemone abbia un occhio di riguardo
nei confronti dell'illustre suo conoscente (Guido Bertolaso,
ndr) soggetto con un importante e decisivo ruolo istituzionale
che gli permette di gestire e decidere la spesa pubblica
connessa alla realizzazione degli appalti del G8 di cui
l'Anemone e' aggiudicatario".
E proprio in questo scenario si colloca la "cosa
megagalattica" con sesso che Anemone tenta di organizzare,
insieme a Simone Rossetti (indagato a piede libero) al centro
Salaria Sport Village per Bertolaso. A riguardo nell'ordinanza
ci sono brani delle intercettazioni telfoniche tra Rossetti e
Anemone. Rosetti chiama l'imprenditore "capo" e gli comunica che stava organizzando la "cosa megagalattica" a base di sesso. - Rossetti: "allora domenica prossima alle 8" - Anemone: "..di quello che parlavamo prima..." - Rossetti: "...si', si'...cosa megagalattica" - Anemone: "la li' da voi ?" - Rossetti: "chiudo il circolo due ore prima...festa al Centro Benessere".
Tutto sarebbe stato pronto, pero' alla fine lo stesso
sottosegretario Bertolaso telefona ad Anemone per disdire
l'appuntamento per impegni di lavoro. "Pero' conto su...- dice
telefonicamente Bertolaso ad Anemone - Che l'offerta possa
essere ripetuta ovviamente in un'altra occasione". E
l'imprenditore lo rassicura: "come no, come no! Grazie ci
sentiamo in settimana".
Da ulteriori "conversazioni successivamente acquisite
emerge come il contesto dei rapporti tra Bertolaso e Anemone -
si legge nell'ordinanza di custodia cautelare di Firenze -
siano ancora piu' consueti e stretti in relazione al fatto che
il Bertolaso risulta avere piu' volte benificiato dei servizi
del centro benessere riconducibili alla famiglia Anemone per
usufruire piu' volte di 'massaggi' non nmeglio descritti, e in
almeno un'occasione, di una prestazione di natura sessuale".
Secondo il Gip, infatti, la prestazione sessuale "e' comprovata
dalle intercettazioni laddove sono registrati dialoghi, a volte
allusivi, a volte del tutto espliciti e fortemente eloquenti,
che consentono di affermare che Bertolaso il giorno 14.12.2008,
ha usufruito di un incontro avente ad oggetto prestazioni di
natura sessuale con una ragazza brasiliana presso il centro
Salaria Sport Village, organizzato da Rossetti, per conto di
Diego Anemone".


NON GLI BASTA
IL VOSTRO!


mercoledì 10 febbraio 2010

Una classe dirigente da gettare nei loro inceneritori!

Traffico illecito di rifiuti,
indagato Steno Marcegaglia




ROMA (Reuters) - Steno Marcegaglia, padre della presidente di Confindustria Emma e fondatore e presidente dell'omonimo gruppo, è indagato nell'ambito di un'inchiesta su un vasto traffico illecito di rifiuti.

Lo rende noto una fonte vicina alla vicenda, mentre il Gruppo Marcegaglia precisa in una nota che "Steno Marcegaglia risulta indagato in quanto presidente del gruppo".

L'operazione sul traffico di rifiuti - che oltre alla Toscana riguarda diverse altre regioni ed è stata affidata ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Grosseto - vede coinvolte diverse società e ha portato all'arresto di 15 persone.

"I dirigenti interessati dalle indagini non ricoprono più da tempo gli incarichi originariamente loro conferiti. L'azienda si dichiara certa del loro corretto comportamento e confida di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati", aggiunge la nota diffusa nel pomeriggio dal gruppo industriale.

Nell'indagine, coordinata dalla Procura di Grosseto che ha emesso 17 provvedimenti cautelari ed eseguito 3 sequestri preventivi, risultano coinvolte 61 persone e 20 aziende, spiega un comunicato dei carabinieri.

Il gip ha disposto la custodia cautelare per 15 persone, di cui 6 in carcere e 9 agli arresti domiciliari. Si tratta di rappresentanti legali, presidenti di cda, direttori generali, responsabili tecnici, soci, responsabili di laboratorio, chimici e dipendenti delle società coinvolte.

Sono state inoltre emesse due misure interdittive dell'esercizio della professione di chimico e dell'esercizio di uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti nelle province di Grosseto, Bergamo, Caserta, Livorno, Milano, Mantova, Padova, Pisa, Ravenna, Trento e Trieste. I reati contestati sono a vario titolo associazione per delinquere, omicidio colposo, lesioni personali colpose, incendio, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, gestione non autorizzata di rifiuti, falsità in registri e notificazioni e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

"Il traffico di rifiuti accertato negli ultimi anni - spiega la nota delle forze dell'ordine - è stato stimato in circa un milione di tonnellate, con un lucro di svariati milioni di euro ed un consistente danno all'Erario, per l'evasione dell'ecotassa, oltre, naturalmente, ai gravi danni provocati all'ambiente".


INDAGINE NATA A NAPOLI E SVILUPPATASI IN TOSCANA

L'operazione riguarda "un'organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti speciali, anche pericolosi, costituita in Toscana ed avente diramazioni in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Emilia Romagna, Marche, Campania, Lazio, Abruzzo e Sardegna", dice la nota del Noe.

L'indagine ha avuto origine da uno stralcio della Procura di Napoli sulla movimentazione di rifiuti prodotti dalla bonifica del sito contaminato di Bagnoli, e si è poi sviluppata in Toscana.

Dalle indagini del Noe di Grosseto è emerso che l'organizzazione "era imperniata sul ruolo di una società di intermediazione maremmana, proprietaria anche di un impianto di trattamento, la quale, avvalendosi di produttori, trasportatori, laboratori di analisi, impianti di trattamento, siti di ripristino ambientale e discariche, regolava e gestiva i flussi dei rifiuti... attraverso una sistematica falsificazione di certificati di analisi, formulari di identificazione e registri di carico e scarico al fine dell'attribuzione di codici di rifiuto non corretti, così da poter essere dirottati soprattutto in siti di destinazione finale compiacenti".

L'inchiesta ha riguardato anche l'incendio a seguito di un'esplosione in un impianto per il trattamento di rifiuti non pericolosi di Scarlino, nel Grossetano, dove venivano gestiti anche rifiuti pericolosi, alcuni dei quali avrebbero provocato la deflagrazione, costata la vita a un operaio.

Un altro filone investigativo ha riguardato "una nota industria metallurgica di Ravenna, la quale aveva la necessità di smaltire un cumulo di quasi 100.000 metri cubi di rifiuti... contaminato da mercurio, idrocarburi e da altri inquinanti... La società di intermediazione si aggiudicava l'appalto per la gestione dei rifiuti ed effettuava il loro smaltimento in modo illecito".

Nella nota del Gruppo Marcegaglia, i legali spiegano che "lo smaltimento di rifiuti ... riguarda nello specifico il terreno di risulta degli scavi eseguiti per l'ampliamento del suo stabilimento sito nell'area portuale di Ravenna. Questo materiale, analizzato da Made sotto il controllo degli enti pubblici di competenza, è stato conferito a società legalmente autorizzate al suo successivo smaltimento"...

... nei loro inceneritori o termovalorizzatori

o cancrovalorizzatori.

Stanno uccidendo noi e i nostri figli

e si stanno pure arricchendo

con i "nostri" soldi pubblici!

SVEGLIA

BAMBOCCIONI!!!


domenica 7 febbraio 2010

Leggi "ad cacchium"


I boss di Cosa Nostra salvati dalle nuove leggi antimafia

Giuseppe Lo Bianco


Il pugno di ferro del governo contro Cosa Nostra si è trasformato in un favore ai mafiosi. L’intenzione, almeno sulla carta, era una punizione più dura per i boss, l’effetto, “per l’approssimazione con cui si fanno le leggi in tema di mafia”, come dice Antonio Ingroia, “è devastante”: nel pacchetto sicurezza approvato nel 2008 si nasconde una norma che spinge le pene per associazione mafiosa sopra i 24 anni. Oltre, dunque, la competenza stabilita per il giudizio dei Tribunali. Se n’è accorta la Cassazione che con una sentenza del 21 gennaio scorso ha definitivamente investito dei processi di mafia le corti di assise. Con la prospettiva certa della cancellazione di decine di processi, che devono ripartire da zero, e la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia di centinaia di mafiosi. “Se dovesse prevalere la tesi della competenza delle Corti d'assise – sostiene Ingroia – sarebbe una vera e propria catastrofe con effetti che vanno dal regresso del processo in primo grado alla cancellazione di sentenze nei dibattimenti quasi conclusi. E qui si tratta dei capi dell'associazione mafiosa. Altro che processo breve. Sarebbe molto peggio, e le conseguenze si ripercuoterebbero nelle vicende di mafia”.



L’effetto domino è appena iniziato: a Catania si è fermato il processo contro Attilio Amante e altri otto imputati (che ha generato il verdetto di Cassazione), a Termini Imerese i giudici hanno bloccato il processo Perseo, con il tentativo di ricostituire la cupola mafiosa, nei giorni scorsi la quarta sezione del tribunale di Palermo, ha rinviato il dibattimento contro i boss Nino, Aldo, Salvatore e Giuseppe Madonia, tra i piu’ fedeli alleati di Totò Riina. Tra i pm di Palermo, che hanno convocato una riunione della direzione distrettuale antimafia, c’è allarme e sconcerto, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo Enrico Sanseverino denuncia “l’intasamento delle Corti di Assise per le quali il carico di lavoro era stato dimezzato ed adesso diventerà gravoso”. La Cassazione ammette: “C'é un buco nella legge, e’ un problema normativo: serve una correzione”. E il ministro della Giustizia Angelino Alfano, ieri a Palermo, promette: “Faremo di tutto per evitare che ci possano essere conseguenze negative e che si possa creare un grande paradosso e cioé che dall'inasprimento delle pene per i reati di 416 bis possano derivare benefici per i boss”.

Sotto accusa è la decretazione d’urgenza che ha costretto il Parlamento a convertire in legge entro due mesi le norme, scritte evidentemente in tutta fretta, del cosiddetto Pacchetto sicurezza. “É il risultato dell'approssimazione con cui si fanno le leggi in tema di mafia – continua Ingroia – sono gli effetti di una legislazione che va avanti a strappi, in modo schizofrenico e disorganico”. E tra gli addetti ai lavori più diffidenti serpeggia anche il dubbio di un “errore non causale”, e qualcuno ricorda come un disegno di legge diretto ad assegnare la competenza dei reati di associazione mafiosa era stato ritirato, nel 2009, per la protesta dei pm antimafia. Il pugno duro del governo contro Cosa Nostra, infatti, si è trasformato in un regalo ai boss: se agli imputati di associazione mafiosa vengono contestate talune aggravanti – ad esempio essere stati “capi e promotori”, di avere agito con un'associazione armata, di avere reimpiegato in iniziative economiche i proventi di attività criminali (tutto ciò che fa ordinariamente Cosa Nostra) – la pena lievita anche fino a 30 anni e dunque scatta la competenza della Corte d'assise.

A rivelare il boomerang è stata un'ordinanza del 7 maggio 2009, del tribunale di Catania, che si è dichiarato incompetente, trasmettendo il processo ai mafiosi in corte di assise. Lo stesso hanno fatto, sei mesi dopo, togati e popolari, con un'altra ordinanza, datata 12 ottobre, che ha rimesso la questione alla Cassazione. E due settimane fa la Suprema Corte ha sciolto il rebus investendo definitivamente la corte di assise. La sentenza (finora è noto solo il dispositivo) è passata sotto silenzio, ma in suoi effetti appaiono adesso in tutta la loro devastante gravità: sono decine i mafiosi condannati a più di 24 anni, proprio la settimana scorsa i boss SalvatoreSandro Lo Piccolo hanno avuto inflitti 30 anni in uno dei dibattimenti del filone “Addio-pizzo”. E due settimane fa la stessa sorte, in appello, era toccata ai boss Nino Rotolo (condannato a 29 anni). Adesso si rischia anche l’ingolfamento ulteriore delle corti di Assise, oltre al fatto di affidare il giudizio degli imputati di mafia ad una maggioranza di giudici popolari, che non sono tecnici e che, soprattutto, in realtà come quelle meridionali potrebbero essere condizionati e intimiditi. La soluzione sta in una correzione normativa, si spera finalmente organica e non occasionale, affidata alla decretazione d’urgenza. “Ci auguriamo che veda presto la luce il testo unico antimafia – conclude il pm Ingroia – di cui ha nuovamente parlato il presidente del Consiglio nel vertice tenuto nei giorni scorsi a Reggio Calabria”.

da Il Fatto Quotidiano del 6 febbraio 2010



ECCO COME LO STATO ITALIANO
COMBATTE LA MAFIA:
Collaboratrice di giustizia abbandonata
e data in pasto alla 'ndrangheta!

LEGGI!


domenica 31 gennaio 2010

POLLI & POLLIIIIII !!!



Attenti ai polli cinesi!

Tutti dobbiamo fare attenzione nel mangiare polli arrostiti o comunque aromatizzati se non conosciamo la provenienza. Pensate che i cinesi sono in grado di fornire tutte le settimane migliaia di tonnellate di polli. Cosa avviene? In Cina, commercianti senza scrupoli all’alba iniziano la raccolta dei polli morti,


Sapere se un prodotto arriva dalla Cina è semplice: Le prime 3 cifre del codice a barre di un prodotto indicano il codice del paese d’origine del prodotto.
Per esempio
tutti i codici che iniziano per : 690, 691, 692 fino a 695 sono tutti della Cina; il codice 471 indica un prodotto fatto a Taiwan.
Tempo fa è stato scoperto un traffico, partendo da un dettaglio insignificante. A seguito di controlli nel porto di Gioia Tauro (
c'è di mezzo anche la 'ndrangheta?), gli uomini del Servizio Antifrode della dogana, aprendo i container, nel fondo, venivano scoperti ventidue tonnellate di pollo. Immediatamente scattano le indagini, e si scopre che quelle etichette, che erano intestate ad una nota ditta brasiliana erano falsificate, la carne di pollo non veniva dal brasile ma dalla Cina e Thailandia, in questo modo veniva aggirato facilmente con l’origine Brasiliana.
E’ nata l’inchiesta portata avanti dal Servizio Antifrode della dogana di Roma . Alla fine i NAS del tenente Marco Datti hanno sequestrato circa tremila chilogrammi di carne di pollo d’origine cinese e Thailandese. Nel mirino magazzini, negozi, ristoranti e abitazioni tutti riconducibili a persone di nazionalità cinese. La carne di pollo veniva confezionata in buste di plastica e in cartoni recanti l’intestazione di una nota ditta brasiliana. Non c’era comunque solo il pollo sospetto nei controlli dei NAS, sono saltate fuori altre situazioni a rischio, sono stati sequestrati oltre duecentoventi tonnellate di derrate alimentari per un valore complessivo di circa due milioni di euro.


Il problema è la carenza di controlli, tranne in rarissimi casi, di ciò che consumiamo ogni giorno. Certo! Il nostro primo pensiero è spendere poco, ma almeno spendiamolo per cibi della nostra terra certamente più sicuri.

Ecco il LINK per scaricare
l'elenco di tutti i codoci a barre
e i Paesi corrispondenti...
Potrà tornarvi utile!



ED ORA PASSIAMO
AI POLLI NOSTRANI!


Ecco la prova che la legge sul legittimo impedimento serve solo a Truffolo


La verità su B. raccontata dal suo ex avvocato

«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».


SVEGLIA!

FAI SENTIRE LA TUA VOCE
URLA!



venerdì 22 gennaio 2010

Operazione verità 2010 n. 11

Il giudice breve
Marco Travaglio

E’ letteralmente strepitosa l’idea che un miracolato dai processi lunghi, uno che se durassero un po’ meno sarebbe in galera da un pezzo, abbia potuto varare il processo breve. Ma è addirittura entusiasmante il fatto che la cosiddetta stampa indipendente, la cui unica funzione è di trovare le parole giuste per difendere cause sbagliate, faccia finta di prenderlo sul serio. E’ la stessa stampa indipendente che non ha scritto una riga sul rapporto della Dia svelato dal Fatto sui progetti di attentato della mafia contro i pm Lari, Ingroia, Gozzo e Paci e contro il giornalista Lirio Abbate. E in questa censura, non si sa bene se dovuta al fatto che la notizia l’ha data il Fatto o alla circostanza che le vittime designate sono pubblici ministeri, c’è della coerenza. In fondo Cosa Nostra, con la sua rudimentale ed essenziale semplicità, il processo breve l’ha sperimentato ben prima che vi si applicassero Berlusconi e i suoi legislatori à la carte. Non c’è processo più breve di quello che non si fa più perché i giudici e/o i pubblici ministeri sono morti ammazzati. Eliminando Falcone, Borsellino, Livatino, Caccia, Chinnici, Costa, Terranova, Scopelliti, le cosche hanno tracciato la strada del processo più breve del mondo: quello che si estingue e riposa in pace insieme col magistrato.


E’ il “giudice breve” (con separazione delle carriere incorporata: i giudici che processano i mafiosi e i loro amici muoiono subito, gli altri no). Invece di tante leggi ad personam, che richiedono tempi e costi sociali elevatissimi, il problema è risolvibile quasi gratis, al netto di una modica quantità di tritolo per uso personale. Infatti il Cavaliere, troppo impegnato a celebrare un corrotto latitante, non ha detto una parola sui progetti di attentati ai magistrati, a parte definirli “plotone di esecuzione” (del resto si attende ancora una sua parola di plauso ai poliziotti che catturarono Provenzano nel maggio 2006). E i suoi uomini, per difendere in tv il processo breve, cioè morto, usano gli stessi argomenti degli avvocati dei boss nei processi di mafia: “Minchia, signor giudice, il mio cliente è un perseguitato, lo processano da quando era piccolo, ma sempre assolto fu...”. L’altra sera Bonaiuti, con quella faccia da Bonaiuti, sbavava a Porta a Porta dinanzi all’insetto, comprensibilmente affezionato alle leggi vergogna, che portano il timbro della sua signora Augusta Iannini, direttore dell’ufficio legislativo del ministero della Giustizia per volontà di Angelino Jolie. “Il processo breve – spiegava Bonaiuti – serve a difendere Berlusconi contro i processi ad personam”. Originale tesi ripresa anche dall’acuto Gasparri: “A Milano c’è una giustizia contra personam”. A nessuno è venuto in mente di rispondere ai due giureconsulti che tutti i processi sono ad o contra personam: la personam dell’imputato.


Forse i due geni pensano a una legge che imponga di fare i processi senza imputati, magari omissandone i nomi col segreto di Stato. Infatti, oltre alla personam del premier, la porcata salverà anche le personas imputate per i crac Parmalat, Cirio e Hdc, per le scalate Bnl e Antonveneta, per gli spionaggi Telecom e Sismi, per le truffe Impregilo sui rifiuti, e persino per i processi contabili alla Corte dei conti che coinvolgono le personas di Letizia Moratti, del viceministro Castelli e persino dell’autore dell’emendamento che estende il processo morto alle cause contabili, senatore Giuseppe Valentino. Più che una legge, un’auto-legge. Ora, sul modello del processo breve, si provvederà a una riforma della chirurgia breve: se l’intervento in sala operatoria va per le lunghe, il medico deve smettere, magari eliminando direttamente il paziente. Poi avremo il treno breve e l’auto breve: se non arrivano a destinazione entro un paio di minuti, esplodono in corsa.


Il nodo - diceva Paolo Borsellino –
della lotta alla mafia è essenzialmente politico,
perché prima di una magistratura antimafia
occorre una politica antimafia.