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domenica 2 maggio 2010

Con questi personaggi non conteremo mai un kazz!

Time: Napolitano una delle persone meno "influenti" al mondo
"Prende le decisioni, e Silvio Berlusconi le ignora. E' piuttosto divertente", dice Time nella descrizione del presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.


Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato indicato dal settimanale d'informazione Usa Time come una delle persone meno "influenti" del mondo, in compagnia del presidente russo Dmitri Medvedev.

La lista diffusa oggi, indica le persone fisiche e le istituzioni meno importanti del 2010 secondo il giornalista del Time Joel Stein.

In campo politico, il Time indica in questa lista anche il presidente deposto del Kirghizistan Kurmanbek Bakiyev, l'ex primo ministro belga Yves Le Terme e John Edward, candidato democratico alla vicepresidenza Usa nel 2004.

Nessun italiano figura invece nel novero delle persone più influenti del mondo nel 2010, che comprende tra gli altri il presidente Usa Barack Obama, il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn, il primo ministro turco Tayyip Erdogan e il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ma anche l'attore Ben Stiller, il calciatore Didier Drogba, la cantante Lady Gaga e il fondatore di Apple Steve Jobs.

"Prende le decisioni, e Silvio Berlusconi le ignora. E' piuttosto divertente", dice Time nella descrizione del presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.


Continuiamo a farci del male, dai!

mercoledì 31 marzo 2010

Un commento post elezioni


Due fatti, un unico obiettivo



A me sembrano da una parte curiosi e dall'altra significativi due fatti all'apparenza diversi ma con un unico obiettivo:

1) Dopo una campagna elettorale al buio della libera informazione, del sano confronto sui programmi dei diversi candidati e dell'oscuramento dei cosiddetti "terzi incomodi" (Movimento 5 Stelle, Rete dei Cittadini...) ora, a giochi fatti, si da ampio spazio ai politici dei due poli che si lasciano intervistare anche con domande non concordate. O confronti tra PD e PDL che assomigliano più che altro delle dichiarazioni "amorose" e per completare il triangolo perfetto, entrambi a corteggiare la Lega; mentre è leggermente diminuita la presenza televisiva di Berlusconi.

2) Nel contempo, in suddetti "spettacoli" si tenta di screditare, se non addirittura discriminare, il Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, le persone che hanno scelto di votare in questo senso e che vengono sminuiti con l'appellativo di "grillini" e... La Rete dei Cittadini con Marzia Marzoli... relegata al ruolo di Cenerentola del Lazio dall'informazione controllata con il placet dei due esempi di femminismo all'italiana (Bonino e Polverini).
Vi ricordate che all' inizio la Lega veniva trattata allo stesso modo?

Io credo che il filo conduttore di tutto ciò sia quello che, per la casta politica, sono molto pericolose le novità specie se sono rappresentate da gente normale che si espone in prima persona e con un modo diverso e pulito di fare politica in maniera diretta.
Non sono né controllabili né ricattabili.

A quanti di noi piacerebbe vivere in un paese più normale dove ognuno possa dire tranquillamente la propria opinione?

Continuo a vedere nubi minacciose all'orizzonte e la prima ad essere minacciata è la Costituzione Italiana: dall'incipit di Napolitano, alla solfa di Berlusconi, dagli interessi del nord e dal calabrachismo del PD.
Riforme imposte dall'alto, altro che largamente condivise e con la scusa di "ammodernare" il paese... macchevvordì!

Gente di destra, di centro, di sinistra rifletteteci sopra!

Axel


Condividiamo e aggiungiamo questo:



mercoledì 10 marzo 2010

PDL > Piazzisti della Libertà

Per uscire dal caos liste c’è anche il Ricorso al Bar

Dopo il «no» del Tar, Silvio Berlusconi sta valutando diverse soluzioni per uscire dal caos-liste nel Lazio. Vediamo quali:
1) Rinvio delle elezioni. Le consultazioni elettorali slittano al 2012. In quella data, secondo l’antica profezia Maya, è prevista la fine il mondo, che per Napolitano è il male minore.
2) Ricorso al Bar. È l’ipotesi avanzata di Alfredo Milioni, che propone di sollevare un conflitto di attribuzione tra il Tribunale Amministrativo e l’altra autorità competente in materia di elezioni: la Paninoteca all’Angolo del Tribunale Amministrativo.
3) Alabarda Spaziale. È la soluzione diplomatica suggerita da Ignazio La Russa e articolata in due passaggi: «Alabarda» e «Spaziale». L’opzione è stata accantonata per le perplessità di Gianni Letta, che preferisce metodi più subdoli per intimidire il presidente della Repubblica. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha agito con determinazione per rinsaldare l’asse con il Vaticano, contrario all’elezione di Emma Bonino. Letta nega che Berlusconi si sia rivolto a Napolitano con «toni brutali», come hanno scritto i giornali, ma con il passare dei giorni affiorano particolari inquietanti riguardo al colloquio che ha preceduto la firma del decreto: l’ultimo è che Berlusconi si è fatto accompagnare al Quirinale da Georg Ratzinger. Napolitano è così spaventato che da giorni dorme con la luce accesa.
4) Antrace. È un’opzione che compare in automatico nel foglio excel Cicchitto.
5) Decreto interpretativo del decreto interpretativo. Un’ipotesi talmente criminale che i produttori di CSI ne hanno già comprato i diritti. La Cbs girerà in Italia uno spin off: «CSI Arcore».
6) Rottura con gli ex An e sostegno del Pdl alla candidatura di Francesco Storace. È l’ipotesi preferita da Berlusconi ma bocciata da Ghedini perché troppo onerosa: per uscire dal Pdl, Fini chiede tre milioni e mezzo al mese più villa Belvedere a Macherio e l’affidamento congiunto di Gasparri.

Francesca Fornario

lunedì 8 marzo 2010

La "Legge" in Italia... questa sconosciuta!

Tutto incostituzionale


Lorenza Carlassare, professore emerito a Padova: non c’è un modo legale per sanare la situazione

Chiedere a un giurista di commentare un golpe (parola di Di Pietro) sembra un controsenso. E infatti Lorenza Carlassare,professore emerito a Padova, avverte: "Come costituzionalista sono molto restia a parlare dell’ultimo decreto del governo. È tutto illegittimo: il giurista non ha niente da dire perché non esiste un modo legale per sanare la situazione".

Professoressa, il decreto è incostituzionale?

Sì, per molti versi. Ma c’è una prima cosa da dire: come si può sostenere che si tratta di una "norma di interpretazione autentica" ? Il provvedimento stabilisce che la presentazione delle liste può avvenire anche nel giorno non festivo successivo all’entrata in vigore del decreto. Cosa si interpreta qui? Questa è una disposizione nuova che introduce una proroga dei termini.

Cos’è precisamente una norma interpretativa?

È uno strumento che interviene quando c’è un contrasto e il governo sente la necessità di chiarire. Diceva il professor Pugiotto che il decreto-legge interpretativo si rivela un formidabile cavallo di Troia: consente l’intromissione dell’esecutivo nelle definizioni di cause pendenti, condizionate nel loro procedere dall’ interpretazione comandata retroattivamente. Queste norme di solito vengono emanate con forma di legge non di decreto e si pensa possano essere retroattive proprio perché non introducono nuove disposizioni ma illuminano su una legge già esistente. Però nel sancire una proroga di termini non c’è nessuna esegesi: abbiamo a tutti gli effetti una norma nuova e retroattiva in materia elettorale.

Il Consiglio dei ministri può con un decreto introdurre nuove regole elettorali?

La legge 400 dell’88 elenca alcune materie sottratte ai decreti legge, tra cui quella elettorale. Qual è l’obiezione un po’ squallida dei sostenitori dei decreti legge a ogni costo? Che la legge 400 è una legge ordinaria quindi ha la stessa forza di un decreto. Ma il mio discorso è più radicale. La legge 400 non è nuova, rende semplicemente più chiari i principi costituzionali. C’è una riserva di legge: le norme elettorali - cioè le regole del gioco - non possono essere fatte dal governo, devono essere definite dal Parlamento. In quelle materie – è mia ferma convinzione e l’ho sostenuto anche in sede scientifica – il decreto legge dev’essere escluso.

Il primo profilo di illegittimità riguarda la proroga del termine per la presentazione delle liste. Ce ne sono altri?

La maggioranza vuole orientare l’interpretazione che il Tar deve dare a una legge. Il governo non può suggerire, anzi imporre, ai giudici come interpretare la legge: è inammissibile. Ma non è finita.

Cioè?

C’è il contenuto di questo decreto. Si spiega che "il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati, muniti della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale". Ora, l’ingresso nei locali del tribunale è un fatto giuridicamente privo di significato. Entrare non vuol dire avere la documentazione. Io posso entrare e avere buste vuote.

Poi c’è la questione delle firme.

Il decreto dice: "La regolarità dell’autenticazione delle firme non è inficiata dalla presenza di una irregolarità meramente formale quale la mancanza o la non leggibilità del timbro dell’autorità autenticante, dell’indicazione del luogo di autenticazione, dell’indicazione della qualificazione dell’autorità autenticante, purché autorizzata". E’ chiaro che non si tratta di formalità: può addirittura mancare il timbro o la certezza dell’autorità autenticante.

Il presidente Napolitano ha firmato proprio perché si trattava di una norma interpretativa. Era obbligato a farlo?

Probabilmente il capo dello Stato si è fatto carico del problema di mandare i cittadini alle urne senza una parte politica. Ma bisogna andare a ritroso per capire. C’è una assoluta e continua mancanza di rispetto per le regole da parte della maggioranza.

Il governo ha detto: la sostanza deve prevalere sulla forma. Cosa ne pensa?

Nel diritto la forma quasi sempre è sostanza. Facciamo un esempio: se lei deve presentarsi a un concorso e non arriva in tempo perché si fa male per la strada, anche in questo caso noi potremmo dire che la sostanza deve prevalere sulla forma. L’esercizio di qualsiasi diritto o potere ha delle modalità tra cui c’è sempre un termine temporale. E questi sono tutti termini perentori. Perché non stiamo parlando di dettagli: avere o no la certezza che la firma sulle schede sia di una determinata persona, un cittadino elettore in possesso dei diritti per farlo, non è una minuzia burocratica.

Il decreto legge deve essere convertito in legge. E se non succede?

E’ difficile che accada. Queste Camere sono obbedienti, lo ha detto anche il premier in campagna elettorale parlando di un “parlamento di figuranti”. Che quindi convertirà il decreto. Ma se non dovesse essere così, tutto perderebbe efficacia.

Le elezioni però ci sarebbero già state. Che effetto avrebbe sul voto?

Noi insegniamo questo: il decreto legge, lo dice l’articolo 77 della Carta, se non convertito perde efficacia dall’inizio. Ed è come se non fosse mai sorto. Ma forse sbagliamo noi: ho l’impressione che i costituzionalisti è meglio che tacciano sempre.



domenica 29 novembre 2009

Il morfeo che finge di dormire

I miglioristi. Questi sconosciuti


All'interno del PCI nacque una corrente politica chiamata migliorismo. Nata con l'idea di contrastare il capitalismo con metodi meno conflittuali, rispetto all'impronta del classica e a volte anacronistica del PCI, questo movimento si avvicina ben presto alle aree più "moderate" della sinistra italiana ed in particolar modo al PSI di Bettino Craxi.

Questa corrente contrastò da subito la linea politica di Berlinguer contestandogli soprattutto la dura posizione ideologica del leader del PCI nei confronti della linea politica di certa classe dirigente che sfociò con la campagna sulla Questione morale, incentrata sulla moralità in politica e contraria specialmente al Psi e Bettino Craxi. I miglioristi dunque furono gli interlocutori privilegiati di Craxi, prima e dopo la sua azione di governo, e probabilmente Bettino stesso se ne servì per contrastare l'azione di Berlinguer all'interno del PCI.

I legami con i socialisti Craxiani possono spiegarci alcune cose:

Innanzitutto perché durante Tangentopoli la maggior parte degli esponenti miglioristi del PDS (essendoci stata la cd "svolta della bolognina" che nel 1991 trasformò appunto il PCI in PDS) prima criticarono la scelta di Achille Occhetto di appoggiare la magistratura che indagava sulle magagne e i grossi giri di tangenti all'interno della politica (già si parlava di giustizialisti) e soprattutto tra i maggiori esponenti del PDS milanesi ci furono indagati e condannati nell'ambito dell'inchiesta di "Mani Pulite" (link di approfondimento).

Emanuele Macaluso, noto migliorista e garantista.

La corrente migliorista è stata guidata a metà degli anni '80 dall'attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, lo stesso che presiedette, nel 1995, l'improduttiva Commissione speciale per il riordino televisivo -link (Sulla questione del "baratto" tra PCI e Berlusconi vedi: "il conflitto degli interessati").



Altro tassello importante, che lascia perlomeno dei grossi dubbi sul ruolo che ha avuto questa corrente migliorista nelle recente storia d'Italia fino ai giorni nostri, è il giornale Il Moderno. Questa appunto era la rivista del movimento ma sapete da chi era finanziata? Aprite bene gli occhi: da Silvio Berlusconi e da Salvatore Ligresti! link

Attualmente tra gli esponenti di "opposizione" ci sono dunque alcuni miglioristi o filo-miglioristi che hanno fatto strada e continuano ad occupare posti di potere, ed hanno sempre una visione pacata del concetto di opposizione nei confronti di Berlusconi. Oltre al Presidente Napolitano c'è infatti Piero Fassino, inoltre il giornale di Polito "Il Riformista" è considerato vicino a quest'area che a sua volta è molto vicino all'area D'Alemiana.

In fatto di liaison con l'area Berlusconiana é utile ricordare che furono miglioristi anche Sandro Bondi (proprio lui che ora odia i comunisti) e Lodovico Festa (che dirigeva il Moderno).

Se per 15 anni l'opposizione non ha fatto niente di concreto per contrastare questa deriva e anzi sembra quasi l'assicurazione sulla vita (politica) di Mister B. ci potrà essere qualche collegamento con questo movimento e con la sua evoluzione?

GenerazioneV

Quando mister B faceva i soldoni a braccetto con i "comunisti"


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Intanto Violante ci fa sapere, attraverso Tremonti (Annozero del 26 u.s.), che è in atto uno scontro istituzionale "tra due poteri" anzi "tra due pricipi".
MA VA!
"Tra il principio democratico che vuol dire che il popolo elegge un governo e il principio di legalità (la magistrtura cotrolla). Se non si trova una quadra tra i due, non è che uno mangia l'altro ma si distruggono tutti e due." Poi Tremonti lancia un chiaro invito al PDmenoL a trovare una "soluzione".





Non c'è alcuno sforzo da fare con Violante, D'Alema (Bersani), Napolitano.
IL CERCHIO SI CHIUDE!
La quadra è presto fatta. Continuiamo la farsa: alterniamoci al governo, noi di più e voi di meno, riformiamo la costituzione per blindare la nostra casta, zittiamo i magistrati che pensano di fare il loro dovere, basta con i processi a Berlusconi, continuiamo a far ingrassare le nostre rispettive lobby e finiamo di ingessare la democrazia rendendo il popolo affamato e lobotomizzato. Facendo così terremo tutti per le palle per almeno altri cinquant'anni!

venerdì 27 novembre 2009

Ma in che mani ci siamo messi?

La Guerra Civile del generale abbandonato
di Carlo Tecce


Dentro le stanze c'è l'odore di chi vi abita. E all'ufficio di presidenza del Pdl, una sorta di plastico dove c'è un gruppo di persone/figuranti e un solo pensiero, Silvio Berlusconi ha evocato una persecuzione giudiziaria che porta il paese sull'orlo di una guerra civile.
L'ufficio stampa del Pdl ha smentito. Il presidente del Consiglio era più nervoso del solito, rosso sul viso ricoperto dal trucco. Il secondo tempo di uno sfogo degno del marchio di fabbrica, e quindi pericoloso e allarmante, è bofonchiato ai microfoni come parole in fiore: “I pm vogliono far cadere il governo. Avanti con il processo breve. Basta trasmissioni che fanno guerra al governo”. E poi: riforma della Costituzione per recuperare il Lodo Alfano bocciato.
Più che una guerra civile, la guerra è contro il paese. Domanda retorica: sapete chi è il generale delle truppe libertine?

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E' seguita una decisa presa di posizione del vigile morfeo. Chissà se ha redarguito anche lo psiconano! Forse no... c'è il rischio che salti l'accordo-inciucio con il PDmenoL di BersanDalemViolant!




Ah... Sandro Pertini!

mercoledì 7 ottobre 2009

La Legge è (di nuovo) uguale per tutti... almeno sulla carta!

BOCCIATO IL LODO ALFANO
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure!


Noi non ne dubitavamo. Quello che ci lascia perplessi è la troppa gente che esulta. Non tornano i "conti"! Sappiate che passato un Berlusconi, c'è sempre pronto un'altro "Trombetta"!


Tra tutti gli interventi della prima ora diamo spazio (doveroso) a Tonino:


Immunita'? No grazie


Da una parte, se si chiede al Capo dello Stato di non firmare lo scudo fiscale, che tutela con l’anonimato e l’impunibilità mafiosi ed evasori, si è accusati di “tirare per la giacchetta”, se si definisce poi “vile” l’atto di abdicare alle funzioni del suo ruolo, si finisce per essere passati al setaccio dalla Procura.

Dall’altra parte, abbiamo parlamentari in duplice veste: deputati, avvocati del premier e dello Stato, che vengono ascoltati per argomentare alla Consulta come un lodo “di sartoria” per Berlusconi e tre alte cariche dello Stato, sia legittimo alla faccia di 60 milioni di individui. Guarda caso, però, solo lui ha più di un processo che lo attende al varco.

Giorgio Napolitano non è al di sopra della Costituzione ma ne è il garante. Finché decide di esercitare le sue funzioni, questa prerogativa lo contraddistingue dagli altri cittadini, diversamente, è un comune cittadino. Non ritengo di aver oltraggiato ma, al contrario, difeso e salvaguardato la figura del Capo dello Stato che oggi porta un nome e domani ne porterà un altro. La figura del Capo dello Stato deve rimanere integra al di là del suo volto. Napolitano ha firmato in 24 ore il ‘Lodo Alfano’, ha firmato con timide osservazioni la legge sulle intercettazioni, ha firmato in 24 ore un’amnistia fiscale mascherata da scudo all’americana quando invece era alla lussemburghese.
Mi domando: può un cittadino comune, per di più espressione dell’8% dell’elettorato italiano, esprimere qualche perplessità sull’operato di questo Presidente della Repubblica?
Rispondo di si, ed è ciò che ho fatto e che rifarei.

Io sono qui, non mi nascondo dietro il Lodo delle quattro più alte cariche dello Stato e non so che farmene dell’immunità parlamentare. Sono qui per la procura di Roma, sono qui per i politici in doppiopetto blu che si indignano, sono qui per le penne veloci al loro soldo che hanno pubblicato con solerzia la notizia del “forse al vaglio della Procura”, ma che oscurano il programma di governo dell’Italia dei Valori.
Sono qui e sarò qui anche quando verranno mandati a casa dai loro elettori appena il loro garante alla Presidenza del Consiglio toglierà le tende.

da antoniodipietro.it


... e ad un commentatore che ha sintetizzato molto bene:

Berlusconi in Tribunale, Napolitano ai giardinetti!
da antefatto.it # 72 commento di Max/9 il 7/10/2009 alle 18:32


giovedì 16 luglio 2009

La ninna nanna di nonno morfeo


Questo è il "clima civile" auspicato, ovvero, il sonno delle coscienze!


Il presidente della Repubblica, detto Morfeo, ha promulgato la legge sulla sicurezza.
Nel promulgarla, sottolinea, tuttavia, che «suscita perplessità e preoccupazioni l'insieme del provvedimento che, ampliatosi in modo rilevante nel corso dell'iter parlamentare, risulta, ad un attento esame, contenere numerose norme tra loro eterogenee, non poche delle quali prive dei necessari requisiti di organicità e sistematicità».

Peppino De Filippo diceva: "E ho detto tutto!"... cioè non ha detto nulla!

Palazzo Gigi esprime "soddisfazione e apprezzamento per la promulgazione" e in un comunicato sottolinea che "le considerazioni del capo dello Stato saranno valutate attentamente" e che "si terrà conto delle notazioni e dei suggerimenti" di morfeo "già a partire dalla prima applicazione della legge".

Continuiamo a farci del male, dai! Applicazione delle leggi a seconda dell'umore! Ecco quale potrà essere prossimamente una notizia sul Corriere delle Sera:

Intercettata una nave carica di clandestini al largo di Lampedusa.


Il comandante un mese fa aveva telefonato a palazzo Chigi per sapere come avrebbe dovuto applicare la norma. Forse tra una settimana si chiarirà tutto; sono tuttora in corso le consultazioni tra il governo ed il presidente della Repubblica.

Oppure, in questo clima di stravolgimento della legalità e della democrazia, ognuno farà quello che ca..o più gli aggrada! Ovviamente per quelli che hanno un po' di potere; gli altri saranno equiparati direttamente ai clandestini.
Quindi allontanati, espulsi o presi direttamente a cannonate.

In questo clima di "sonnolenza" collettiva, alla fine, si addormenterà anche la maggioranza!



La minoranza minorata lo è già da troppo tempo (o fa finta?)


Il modo dell'informazione, invece, fa finta di essere sveglio, appunto, per informarci sullo stato "reale" delle cose!



Ah, poi c'è il Pera che attacca (con il permesso del capo) il Morfeo e allora va bene così. Mica si chiama Grillo, Di Pietro o Travaglio o...

BUONA NOTTE!

venerdì 12 giugno 2009

Sicurezza per chi?

Nominiamo ministro degli Interni o della Giustizia Penelope


Il ddl sulle intercettazioni "e' un siluro sotto la linea di galleggiamento della sicurezza di tutti i cittadini e l'impunita' per fior di delinquenti". Giancarlo Caselli, procuratore generale di Torino, spiega a MicroMega.net gli effetti "devastanti" del provvedimento del governo. È un vero e proprio 'j'accuse' quello di Caselli che parla di "una catastrofe annunciata che sta per preciparci addosso nella indifferenza dei piu'.
E, aggiunge, faccio "una battuta amara, che poi non e' neanche tanto una battuta: nominiamo ministro degli Interni o della Giustizia Penelope, quella che di giorno tesseva e di notte disfaceva perche' in tema di sicurezza la maggioranza, il governo si stanno comportando proprio cosi'. Da un lato tolleranza zero, esercito, flotta, ronde e dall'altro il vero baluardo, il vero argine protettivo della sicurezza di tutti i cittadini, le intercettazioni, picconate e ridotte in macerie, con conseguenze che saranno devastanti per la tutela della sicurezza di tutti".
Il procuratore di Torino spiega che con la nuova normativa "le intercettazioni subiranno una riduzione perlomeno del 50%. Conseguenza? L'impunita' o quasi per fior di delinquenti che non siano mafiosi o terroristi, ma 'soltanto' assassini, rapinatori, estortori, stupratori, pedofili, bancarottieri, corruttori, usurai, sfruttatori di prostitute, trafficanti di droga e via elencando. Assurdo, assurdo".
Ma e' un assurdo, per Caselli, se si considera che "c'e' qualcuno che continuamente strilla sicurezza, sicurezza, sicurezza. Che per tutelarla mette in campo l'esercito. Usa la flotta per respingere alcuni poveracci in braccio a Gheddafi, che invoca a voce altissima ronde e salute pubblica. Bene questo stesso qualcuno, in sostanza la maggioranza governativa, se con una mano invoca tolleranza zero con l'altra piccona quel muro della sicurezza che sono le intercettazioni. Ma coerenza per cortesia. Coerenza quando si parla cosi' intensamente di sicurezza".
In tutto questo, osserva il procuratore di Torino, "i cittadini sembrano essere preda di una sorta di ipnosi malefica perche' si fa credere che in realta' si persegue sempre la sicurezza. Non e' vero, il livello di guardia di sicurezza di tutti i cittadini subira' un abbassamento consistente".

Il magistrato poi avanza un "forte sospetto". Che "si vogliano impedire le intercettazioni per salvaguardare i privilegi di questo o di quello. I famosi o famigerati 'arcana imperii', le barriere con cui il potere in ogni parte del mondo cerca di proteggere se stesso e soprattutto le sue deviazioni. Le intercettazioni hanno questo di brutto per il potere: violano queste barriere, mettono a nudo il potere. Ecco l'ostilita' di una certa politica".


Clandestinoweb.com

"GIORGIO NAPOLITANO NON FIRMI"
"Nei prossimi giorni daremo appuntamento ai cittadini davanti a Palazzo Madama per un sit in che richiami l’attenzione del Capo dello Stato, affinché non firmi questa legge, e per protestare contro chi utilizza le istituzioni per tutelare gli interessi di camorristi, malviventi, imprenditori e politici corrotti piuttosto che gli interessi del Paese e dei cittadini onesti.".
Antonio Di Pietro

mercoledì 3 giugno 2009

2 Giugno: Festa della repubblica di "papi"

2 Giugno. Alla parata Berlusconi show tra sbadigli, mimi e applausi


Arriva in ritardo, partecipa ma poi viene colto da stanchezza

Roma, 2 giu. (Apcom) -
Arriva un quarto d'ora in ritardo, quando la parata militare è già iniziata e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano siede nel palco d'onore tra Gianfranco Fini e Renato Schifani. Applaude, gesticola, improvvisa il saluto militare, batte le mani, si aggiusta la cravatta e infine si stropiccia gli occhi e sembra cedere alla stanchezza. Che fatica alzarsi dalla sedia ogni volta che un comparto militare sfila davanti al palco d'onore. Nella parata ai Fori Imperiali per la Festa della Repubblica Silvio Berlusconi si ritaglia uno spazio non marginale di propria, esclusiva, visibilità. Durante la sfilata e dopo. L'arrivo in ritardo, con prudente salita al palco dalla scala posteriore - visto che via dei Fori è già occupata dalla sfilata - è giustificato dallo stesso premier adducendo una serie di "telefonate istituzionali" che gli hanno rubato tempo. Diversa la versione fornita dal ministro della Difesa Ignazio La Russa: "Aveva un problema al collo, un problema di salute. Doveva farsi una iniezione ma chi doveva andare ha ritardato". Arrivato finalmente alla sua postazione Berlusconi viene immediatamente avvicinato dal sottosegretario Gianni Letta che gli sussurra qualcosa nell'orecchio. Poi saluta con una stretta di mano e qualche parola, forse di giustificazione, il capo dello Stato. All'incedere dei vari schieramenti Berlusconi applaude felice, riproduce un saluto militare e Napolitano sembra riprenderlo allargando le mani. Batte le mani, si entusiasma all'incedere dei mezzi più moderni in dotazione ai vari corpi, ma poi la cerimonia è lunga e viene colto da un po' di stanchezza. Mani in tasca, qualche sbadiglio, infine gli occhi socchiusi quando prende posto sulla sedia.



La prima volta ci pensa la fanfara dei bersaglieri a farlo alzare di nuovo e a spronarlo a nuovi applausi. La seconda volta gli si avvicina all'orecchio il capo del cerimoniale di Palazzo Chigi.
Intanto la parata è agli sgoccioli e Berlusconi è pronto per l'ormai consueto bagno di folla che lo accompagna ad ogni uscita. In molti gli gridano "forza presidente, grande presidente", ma qualcuno urla anche: "Ciao papi".



Questo per i nostalgici della X MAS

venerdì 22 maggio 2009

Napolitano risponde alle cinque domande poste da Grillo

La "bussola esclusiva" di Napolitano





In un Paese in cui nessuno risponde alle domande. In un Paese in cui non si fanno neppure le domande. Ad esempio perché un corruttore è presidente del Consiglio o perché gli industriali lo applaudono invece di cacciarlo a calci nel culo. In un Paese così uno che risponde va sempre apprezzato. In particolare se è il Presidente della Repubblica e se chi riceve la risposta è un comune cittadino. Vi confesso un segreto. Per capire la "Lettera del Consigliere per la Stampa e la Comunicazione" della Presidenza della Repubblica ho consultato i miei legali che stanno ancora studiando le carte.
Napolitano risponde con un linguaggio notarile alle mie cinque domande comprensibili anche dalla casalinga di Voghera: "1. Perché ha firmato il Lodo Alfano che consente l'impunità a Silvio Berlusconi nel processo Mills? 2.Perché non si è auto escluso dal Lodo Alfano dato che non risultano reati a Lei imputati? 3.Perché ha firmato il Lodo Alfano in un solo giorno quando invece poteva rimandarlo alle Camere? 4.Perché ha firmato il Lodo Alfano senza consultare la Corte Costituzionale per un parere preventivo? 5.Perché ha firmato il Lodo Alfano sapendo che in precedenza era stato bocciato dalla Corte Costituzionale il Lodo Schifani che del Lodo Alfano è una fotocopia?"
La risposta del Notaio della Repubblica è la seguente:
"punto di riferimento per la decisione del Capo dello Stato è stata la sentenza n.24 del 2004 con cui la Corte costituzionale dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge n. 140 del 20 giugno 2003 che prevedeva la sospensione dei processi che investissero le alte cariche dello Stato". il disegno di legge approvato il 27 giugno dal Consiglio dei ministri “è risultato corrispondere ai rilievi formulati in quella sentenza”, poiché “la Corte non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale” e, inoltre, “giudicò ‘un interesse apprezzabile’ la tutela del bene costituito dalla ‘assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche’, rilevando che tale interesse ‘può essere tutelato in armonia con i princìpi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale’, e stabilendo a tal fine alcune essenziali condizioni. La sussistenza di tali condizioni, quindi, ha costituito la bussola esclusiva del Capo dello Stato..."
In sostanza, ma non garantisco di aver compreso la risposta, Napolitano afferma che il Lodo Alfano è costituzionale. Una legge che pone quattro cittadini al di sopra della legge è compatibile con l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge sancita dalla Costituzione. Una legge non presente in nessuna parte del mondo e che rende impunito Schifani se strozza la moglie o lo psiconano se corrompe i testimoni.
Presidente Napolitano, apprezzo il fatto che mi abbia onorato di una risposta. Apprezzo meno che Lei non parli con il linguaggio dei cittadini italiani, ma con il linguaggio della Casta. Apprezzo ancora meno che Lei non si sia autoescluso dal Lodo Alfano. Sandro Pertini lo avrebbe fatto. Perché Lei no? A quale "bussola esclusiva" si è rivolto per motivare la sua impunità?

Leggi la risposta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alle Cinque Domande sul Lodo Alfano.


Intanto ecco come
Studio Aperto dichiara assolto Berlusconi nel processo Mills: