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martedì 5 maggio 2009

W silvio! W il duce!

Dell'Utri: il Duce troppo buono


Il senatore del PdL intervistato da Klaus Davi: Mussolini era una brava persona che fece degli errori. «Perse la guerra perché era troppo buono», lo si capisce leggendo i suoi diari, assicura. Peccato che per gli storici che li hanno esaminati siano falsi

È destinata a sollevare polemiche l'intervista rilasciata da Dell'Utri a Klaus Davi per Klauscondicio, a ruota libera su mafia, Rai («Speriamo di non doverla occupare»), veline (quelle «laureate e preparate politicamente sono di gran lunga più apprezzabili di alcune tele giornaliste») e fascismo. Usando come scudo il "Ma perché la storia devono scriverla solo i vincitori?" si lancia nell'ardita impresa (per usare termini cari al fascio) di riscrivere la storia, peraltro citando documenti falsi.


«Mussolini ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin. Leggendo i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal '35 al '39, cioè alla vigilia della decisione di entrare in un conflitto mondiale già iniziato, posso assicurare che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura». «Un grande scrittore, alla Montanelli, i suoi diari sembrano cronache di un inviato speciale, con frasi brevi e aggettivazioni efficaci come raramente ho letto». Come se bastasse, non sporcarsi personalmente le mani, saper scrivere bene e avere cultura. Senza contare che su quegli scritti in possesso di Dell'Utri, le famose 5 agende di cui si parlò nel 2007, si espressero negativamente i più importanti storici internazionali: niente altro che dei falsi, al contrario della sua firma alle leggi razziali. Ma il senatore non sembra ricordarsene.
«Non è colpa di Mussolini - rileva - se il fascismo diventò un orrendo regime. Ci sono testimonianze autografe del duce in cui critica i suoi uomini che hanno falsato il fascismo, costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza. Il suo fascismo era di natura socialista». «Non ho paura di diventare impopolare con queste rivelazioni» ha detto a Davi, «perseguo solo la ricerca della verità. Io non ho alcuna intenzione di fare apologia né del fascismo né di Mussolini. Ho scoperto nei diari (falsi, ricordiamolo, n.d.R.) di Mussolini la figura di un grande uomo. Ha commesso errori ed è già stato condannato dalla storia. Ma da questi scritti viene fuori una figura diversa da quella che ci è stata propinata dagli storici dei vincitori, non era un buffone, non era un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori». Ma si può perseguire e soprattutto propagandare una tale verità senza fare apologia e sulla base di scritti palesemente riconosciuti falsi?
Lo stesso principio lo applica ai repubblichini: «Erano al 100% partigiani di destra. Non è che fossero delle persone da cancellare dalla storia, perché hanno avuto la loro parte e credevano in alcuni valori. I repubblichini sbagliavano sicuramente, perché la Repubblica di Salò non è certo stata una gran bella cosa, però sono esseri umani che hanno lottato al pari degli altri per una loro idealità».

Libero.it

sabato 25 aprile 2009

25 aprile... Che zuppa!

fascismo, afascismo, antifascismo, anti-antifascismo.


Noi festegeremo il 25 aprile quando ci saremo "liberati" da tutta questa mondezza.
A proposito di libertà... Lo scorso anno sono state raccolte circa 1 milione di firme per indire un referendum contro la casta partitocratica.
Che fine hanno fatto?

venerdì 17 aprile 2009

Cordoglio per la scomparsa di un "vecchio giovane"

Giano Accame ha attraversato il bosco


Giano Accame, 80 anni, è deceduto mercoledì a Roma, ma la notizia della morte è stata data solo ieri dal figlio Niccolò. Giano Accame era nato a Stoccarda il 30 luglio 1928. La camera ardente è stata allestita presso la sua casa-studio in Lungotevere dei Mellini 10.
I funerali si terranno domani alle 10,30 nella chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano.

...........

L'attraversamento del bosco, metafora jungeriana alla quale Accame era particolarmente affezionato, gli ha fatto incontrare i suoi simili e coloro che erano profondamente diversi da lui. Con tutti è riuscito, in sessant'anni di attività intellettuale e politica, a stabilire un dialogo che superasse le lacerazioni proprie della modernità fino a trovare sintonie quasi irreali in un modo dominato dalle apparenze.
È stato così che s'è imposto, nonostante le diffidenze dominanti, all'ammirazione di coloro che non ha mai reputato nemici e neppure avversari, ma soltanto di opinioni dissimili dalle sue.


A 16 anni si arruolò con i "giovani di Salò" nella marina militare della Repubblica sociale italiana e fu dirigente del Movimento Sociale italiano fino al ’68, quando decise di uscirne dopo la presa di posizione del partito contro la contestazione giovanile.


Fu direttore del Secolo d’Italia, collaboratore principe delle pagine culturali del Giornale negli anni caldi della discesa in campo di Berlusconi, evitò saggiamente candidature alla Camera e al Senato, guardò alla nascita di Alleanza nazionale e alla svolta di Fiuggi con realismo, unico modo trovato per uscire dal Novecento delle ideologie e delle contrapposizioni.
Criticò l’eccesso di enfasi, le abiure maldestre e le abiure in malafede, ma era consapevole che la fine delle ideologie imponeva nuovi schieramenti, alleanze, prospettive.
La sua apertura internazionale, non confliggeva con la disperata ricerca di un orgoglio nazionale. Accame era, sotto questo aspetto, un degno erede di Mario Missiroli, il Missiroli che nel primo Novecento aveva introdotto Sorel in Italia, cercato di spiegare la laicità dello Stato a papa Pio X e a papa Benedetto XV, il fascismo a Mussolini e il socialismo a Turati, il Missiroli convinto che la grandezza e la dannazione dell’Italia stessero nel pensare più in grande di quello che la sua taglia di «nazione media», per non dire «piccola», le poteva consentire.
Giornalista economico, prima al Fiorino, poi a Italia oggi, la conoscenza delle leggi dell’economia non si tramutò mai in lui in feticcio liberista, in adorazione del libero mercato. Glielo impediva la profonda conoscenza di Pound e dei grandi eretici del capitalismo come Ferdinando Ritter, ma ancora più una vena poetica e solidaristica che vedeva nell’economico non un corpo separato, ma una delle funzioni di ogni retta società umana, al servizio della politica e non forza a sé.
Come spesso accade alle persone che hanno un carattere, delle idee e dei princìpi, rimase a lungo ai margini della nuova Italia intellettuale che era nata dalla rovina del fascismo e della sconfitta, ma si vide tenuto in sospetto e in dispetto da tutto quel mondo di destra reducistico che di quella rovina e di quella sconfitta aveva fatto la propria ragion d’essere.
Proprio perché a disagio in un Paese troppo amato e dal quale non ha avuto quello che il suo ingegno avrebbe meritato, Accame ha attraversato il cinquantennio postbellico con la dignità di quella frase di Guglielmo il Taciturno: «Non occorre riuscire per perseverare, né sperare per intraprendere».

Con lui se ne va un italiano che non fu mai né arci né anti, atteggiamenti che facevano a pugni con la sua sobrietà di ligure. Per tutta la vita ha cercato di essere fedele a quella immagine di ragazzo quindicenne che, nel giorno della sconfitta, resta dalla parte di chi ha perduto. È morto in armonia con sé stesso. (
Stenio Solinas)


Due sue celebri citazioni:

"L'anticonformismo e l'opinione comune di solito sono in conflitto. L'anticonformista è proprio contro l'opinione comune. Però ci può essere una forma di anticonformismo del conformismo, nel senso che spesso gli intellettuali ostentano forme di disprezzo del senso comune. E allora aderire al senso comune rappresenta in qualche modo una forma di anticonformismo. Il coraggio di pensarla un po' come tutti, perché questo tipo di pensiero viene snobbato". Acceme ha sempre lavorato - come scrive il suo collega di studi universitari Giorgio Galli - "per far uscire la destra dal lungo letargo".

« La politica deve usare argomenti accessibili al grande pubblico, quindi argomenti ormai banalizzati. Mentre il compito dell'intellettuale è quello di spingersi oltre, di dire delle novità; il compito più difficile, insomma. Ma la normalità non è la vera rivoluzione. La vera rivoluzione è il cambiamento »

Infine ci preme evidenziare il suo intelligente contributo ad un tema attuale già da noi trattato, ovvero, la "decrescita felice", attraverso il suo forse ultimo articolo sul sito passarealbosco.it
che curava come direttore.

"Già da tempo è stato osservato che una crescita economica continua in un sistema non infinito, ma al contrario segnato da limiti, è una contraddizione della matematica. Ma è soprattutto un errore rispetto ai sempre più pressanti problemi di protezione ed equilibrio ambientale, tanto del genere umano e della vivibilità sulla Terra, quanto - e a maggior ragione, toccandoci più direttamente - per mantenere gli attuali livelli di diffuso benessere nei sistemi come il nostro socialmente avanzati. Sistemi che negli scorsi decenni ebbero il merito di assorbire nel ceto medio gran parte del proletariato; ma nei quali l’attuale modello di crescita non prospetta obiettivi di miglioramente per tutti e al contrario sta generando nuove povertà accanto a sempre più minoritarie e squilibrate ricchezze.
La crisi sta quindi ponendo come nuovo obiettivo politico la gestione non solo sdrammatizzata, ma necessaria, di una moderata e ben controllata decrescita, come del resto è già stato lucidamente indicato in anni recenti da politologi, sociologi e economisti, che rappresentano la nuova avanguardia."

martedì 10 febbraio 2009

E' il momento del silenzio


Pace a lei nel suo passaggio, nella sua trasformazione. Un pensiero per lei, per i suoi cari... e per i 30.000 bambini morti , anche ieri, per denutrizione.

lunedì 2 febbraio 2009

La storia di Archimede


Prima di ripartire abbiamo
ritenuto opportuno fare un bilancio
e una breve storia di come
siamo approdati a questo nuovo
spazio nel quale siete entrati.




Uno squarcio di sole nel grigiore invernale


E’ trascorso un anno. Era gennaio quando, in seguito ad una brillante idea di un gruppo di persone: Axel, Azucar, Brain84, Paoletta, Roby86, Shaker85 e Valerio, si decise di dare uno scossone al torpore puzzolente che ottenebrava Santa Marinella a soli tre mesi dalle elezioni comunali.
L’intento era quello di trovare un’idea che fungesse da stimolo e, nel contempo, da provocazione tanto era la rabbia e la voglia di rompere i ventennali schemi precostituiti che, a tutt’oggi, fanno della nostra cittadina una terra di conquista, sfruttamento ed arretratezza.
Axel tirò fuori dal cappello magico l’idea di un “Sindaco virtuale” con tanto di assessori e programma elettorale, supportandola con una realtà dei fatti incontestabile: eravamo ancora pochi e impreparati per produrre qualcosa di più tangibile e reale.
Roby86 propose la figura di Archimede Pitagorico, già apparso in un memorabile video (1.300 visualizzazioni), per la sua inventiva e per il suo anticonformismo.
Brain84 e Azucar cominciarono ad approfondire i temi da trattare e tutti insieme demmo vita al programma (800 download) lavorandoci di notte con l’ausilio del file sharing e di skype.
Axel partì subito con il piano della comunicazione e venne nominato portavoce della lista; il 3 di febbraio uscimmo con l’articolo “E’ arrivato il momento di agire!” (700 letture) sul portale Santa4u.it che Axel mise a disposizione ed il giorno 4 con il primo Comunicato Stampa mandato a tutte le redazioni del Comprensorio.
Fu uno squarcio di sole nel grigiore invernale e le prime reazioni non si fecero attendere. Già dopo appena due giorni dovemmo uscire con un secondo comunicato per rispondere agli attacchi ignoranti di un odierno delegato del sindaco; non parliamo poi dei giorni seguenti e delle e-mail ricevute anche dall’altro portale di riferimento Pirgy.it. La maggior parte erano ragazzi che chiedevano di saperne di più, tanta era la voglia di “altro”: qualcuno per offrire collaborazione (Alexia, Knife, Monella, Rojo, Vera, Veronika) ma anche altri, per lo più di destra, per attaccarci e screditarci. La sinistra, quella più radicale, ci ha sempre visto, con livore, come “visionari rosicchiatori di voti” mentre altri ambienti di sinistra (PD, IDV …) ci hanno sempre corteggiato… da lontano.
Su una cosa siamo sempre stati tutti d’accordo: sinistra, centro e destra sono per noi luoghi e concetti astratti, nel migliore dei casi obsoleti; nel peggiore dei casi gabbie costruite appositamente per perpetrare privilegi di casta, potere fine a sé stesso, per pochi a danno dei molti e come viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle, crisi continua e sottosviluppo.
Perciò decidemmo di applicare al nostro programma la filosofia dell’Open Source, per lasciare tutte le porte aperte e al fine di una larga condivisione.
Ma, si sa, la filosofia quando si materializza, troppo spesso, viene svilita e la condivisione divenne ben presto quello che chiamammo “copia-copia”. Tutti iniziarono ad usare il termine condivisione, ovviamente stravolgendolo; poi tutti inserirono nei loro programmi, raffazzonati in fretta e furia, uno dei nostri cavalli di battaglia: la raccolta differenziata “porta a porta”.
Il vero punto rivoluzionario del nostro programma, la creazione di una valuta locale parallela, rimase tabù! Ma le previsioni che facemmo allora le abbiamo, purtroppo, ora sotto gli occhi di tutti:

“siamo convinti che se la prossima giunta riuscisse a mettere in essere un circuito parallelo di “ricchezza locale” (e per tutti) la gente sarebbe semplicemente entusiasta.
Non ci sono alternative credibili, se non si parte da qui ( …) qualsiasi altro programma non potrebbe essere realizzato per mancanza di denaro, fagocitato dal DEBITO!
Quindi ci sarà spazio solamente per i soliti “magheggi” per pochi “amici”, con politicantucoli ostaggio degli apparati centrali di partito, delle lobby locali e della criminalità organizzata che è l’unica a non essere in crisi.

Quindi rimaniamo ancora del parere espresso nell’articolo del 6 gennaio da uno dei fondatori della lista Archimede, l’ottimo Shaker’85:
“Se non esce un candidato “ALTRO”, la prossima amministrazione sarà la peggiore che avremo mai avuto”.

“Altro” non è mai venuto alla luce e a distanza di un anno, qualcuno inizia a rendersi conto di ciò che avevamo previsto.

Tra il dire e il fare


Arriviamo ai primi di marzo a pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle liste. Fino a quel momento ammiccamenti vari ma vera condivisione nulla.
La faccenda si complicò perché aumentarono le richieste di un intervento attivo: Paolo scrisse su di un blog locale:

“Mi associo, e continuo a chiedere: Ma un candidato Sindaco che non si contorna di volti noti, ma nuovo in tutto non si può avere? Anche per la Lista Archimede avrei preferito un candidato a sindaco con i suoi consiglieri ma tant'è! Forse ha ragione la Lattanzi: Lasciamo Santa Marinella a chi continua a spartirsela ma io non resto fuori a sbraitare al vento ... mi organizzo per andarmene proprio da qui.”

Il gruppo, amichevolmente, si spaccò. Da una parte i “prudenti” e dall’altra gli “interventisti” guidati da Azucar (alias Pierluigi) che, all’ultimo minuto, aveva ricevuto un contatto concreto da parte di Massimiliano Fronti e la sua lista “Sviluppo democratico”. Prevalse, di poco, il gruppo degli interventisti e presentammo il nostro candidato Pierluigi.
Questa scelta ebbe come conseguenza le prime defezioni che andarono ad incrinare il positivo andamento di quella che definimmo la “New Web Wave” di Santa Marinella e che portarono al dimezzamento dei voti inizialmente previsti, in quanto perdemmo per strada Alessandro di TSM. Alessandro aveva i suoi buoni motivi per allontanarsi: da una parte il prevalere delle sue inclinazioni artistiche e dall’altra l’imbarazzo della coabitazione di TSM con AN. Perdemmo anche una buona parte di simpatizzanti per l’alleanza elettorale fatta con Fronti ritenuto poco credibile per i suoi trascorsi politici e per il nome che portava e, contemporaneamente, ci chiedevano il motivo per cui non ci fossimo alleati con la lista “Un’altra città è possibile” più vicina a tutto quello che fino a quel momento avevamo espresso. Ma c’era il fatto che con quella lista non c’erano stati contatti. Dopo la breve campagna elettorale al vetriolo in un clima da “tutti contro tutti” e lo “spettacolo” del palazzetto, arrivammo al fatidico giorno. Nel frattempo producemmo documenti (tra cui “La nostra mondezza è oro! – 700 download), interventi ed un manifesto a proposito del quale c’è un curioso aneddoto che descrive bene quella che era l’atmosfera: un ragazzo di destra addetto a staccare i manifesti degli avversari con la colla ancora fresca si confidò esternando il suo dispiacere nel dover staccare i nostri in quanto da lui ritenuti i “più belli”! L’esito del voto lo conoscete e noi incassammo così circa un centinaio di preferenze, una ventina delle quali stranamente annullate. Per noi fu un buon risultato considerando il poco tempo e i pochi mezzi a disposizione; per i nostri detrattori fu l’occasione per denigrarci e vendicarsi del fastidio dato.

Storia recente


Naturalmente ci prendemmo una pausa di riflessione per decidere da dove ripartire ed anche per far scorrere l’estate e con essa i primi 100 giorni di governo della nuova giunta. Decidemmo così di assumere un atteggiamento obiettivo rispetto all’operato del nuovo sindaco, molto giovane come molti dei nostri sostenitori e come azione politica di non impelagarci più di tanto in quelle che sarebbero state le miriadi di problematiche che inevitabilmente sarebbero scaturite. Prevalse la linea di riprendere il filo da dove l’avevamo lasciato prima della parentesi elettorale e cioè quella di trattare argomenti ad un livello più generale e di stimolo alla coscienza collettiva. D'altronde l’esito del voto aveva evidenziato proprio questo: la maggior parte delle persone avevano di nuovo espresso il loro voto rassegnate e illuse, credendo alle solite promesse, cambiali, cambialucce ed in alcuni casi, come raccontatoci, a veri e propri acquisti di voti con 100 – 200 euro messi sul tavolo di cucina. Siamo così arrivati all’autunno che ci ha visto riprendere il filo con le altre realtà: contatti con i ragazzi de La Destra che ci hanno permesso di individuare e far allontanare un membro del gruppo, tale Rojo, scoprendone la sua natura di infiltrato provocatore, i due convegni (sul carbone di Torre Valdaliga e quello sulla raccolta differenziata porta a porta) insieme all’Associazione “Vivere meglio” e alla formazione “Un’altra città è possibile” di Paola Rocchi e con la nostra adesione alla Campagna “Non bruciamoci il futuro”. Abbiamo prodotto altro materiale tra cui la “Lettera aperta al sindaco Bacheca” (500 letture) riguardo l’accordo ambiguo e nefasto fatto con l’ENEL per TVN, rispetto alla quale attendiamo ancora risposta (possibilmente prima di un eventuale intervento della Magistratura). Ma la realtà è quella che è: regna la sfiducia che le cose possano cambiare davvero anche se la brace rabbiosa non si è spenta del tutto! Arriviamo quindi ai fatti odierni di ulteriore riassestamento dovuti anche alla scarsa partecipazione alle iniziative prese per uscire da questo deprimente momento.
Pierluigi
ci comunica la sua volontà di allontanarsi momentaneamente dalla politica locale per riflettere e decide di chiudere Pyrgi.it; di questo ne accusiamo il colpo in quanto era stato proprio lui l’esponente di spicco dell’area interventista all’epoca delle elezioni.
Ma, come è nel nostro DNA, lasciamo le porte aperte al futuro e cerchiamo di sfruttare i momenti di crisi per investire.

Abbiamo così deciso di dividerci moltiplicandoci!



• Pierluigi con i “ragazzi di Pyrgi”, come li chiama lui, in pausa di riflessione.
• Noi che vogliamo continuare con quanto costruito come Gruppo Civico Archimede apriamo questo nuovo spazio politico; a questo nuovo progetto hanno aderito e collaboreranno: Alexia, Brain84, Crashballs, Kikka, Knife, Lysa, Paoletta, Silverlight, Shaker85, Valerio e quanti altri vorranno seguirci partecipando ed iscrivendosi.

• Un altro gruppo di amici, quelli più vicini all’area ambientalista, hanno fatto una loro associazione ed aperto un nuovo blog. Sono i “CCRE - Cittadini per l’energia pulita e rinnovabile”; di quest’area ne fanno parte: Fabius, Markkk, Monella, Roby86, Vera e Veronica con altre persone del gruppo “No Coke”.

• Infine il gruppo che si riconosce di più in un ambito culturale e artistico che stanno formando una loro associazione e sono: Axel, Chery, Girl, Mixtarlav, Mony, Outofmind, Simo, Spider, Spray, ZZricky e altri iscritti già da tempo a Santa4u.it che continuerà, comunque, con il suo progetto originario di aggregazione sociale.

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE!