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domenica 2 maggio 2010
martedì 13 aprile 2010
La centrale della morte Enel di Civitavecchia
La centrale della morte Enel di Civitavecchia
Alla centrale Enel di Civitavecchia sono morti finora tre ragazzi, ne manca all'appello ancora uno per le statistiche. La madre di un ragazzo vittima un grave infortunio, avvenuto prima degli incidenti mortali, testimonia la mancanza cronica di minime misure di sicurezza. Dalle reti di protezione, agli strumenti di lavoro legati al polso per evitarne la caduta. Il prossimo morto, il quarto, è già condannato a morte, ma non lo sa ancora. Comunque, nessuno pagherà per il suo omicidio come per quelli precedenti.
Cronaca di un incidente
Questa è la centrale Enel di Civitavecchia, siamo all’ingresso di Torre Val d’Aliga nord, qui a destra invece abbiamo Torre Val d’Aliga sud, questo posto mi ricorda circa 6 anni fa l’incidente che ha avuto mio figlio, è stato uno dei primi incidenti accorsi sul lavoro in questa centrale. Mio figlio stava camminando a terra, quando a un altro operaio di un’altra ditta sfuggì dalle mani un martello da un’altezza di circa 14 metri, il martello pesava circa 2 chili e lo prese sulla schiena, lui riportò una frattura alla spinosa D4, è la quarta vertebra dorsale, spalla destra. Lui non venne soccorso, arrivano degli operai, delle persone che erano lì a lavorare, il capocantiere, il responsabile della sicurezza gli dissero di andare a casa, di riposarsi e poi l’indomani sarebbe tornato sul posto di lavoro. Mio figlio mi chiamò, mi disse: "mamma, sto male, ho avuto un incidente sul lavoro, non andare a lavorare, aspettami che mi porti al pronto soccorso, vediamo cosa è successo perché ho un dolore lancinante". E’ arrivato, l’ho portato in ospedale, lì in ospedale appena entrato al pronto soccorso gli hanno fatto subito una radiografia e gli anno detto che era un trauma cervicale, la diagnosi è stata di 3 giorni per trauma cervicale, gli hanno messo il collarino e gli hanno detto che dopo 3 giorni lui poteva tranquillamente rientrare a lavoro. La notte è stato trattenuto presso l’ospedale in osservazione, ma il ragazzo stava male, ho chiesto di dargli un antidolorifico ma mi è stato risposto dall’infermiere di turno che non dovevo rompere le scatole. Sono uscita, sono andata a casa, ho preso l’Aulin, gliel’ho portato, sono stata con lui fino a una certa ora e poi in tarda notte sono tornata a casa.
L’indomani mattina sono tornata al pronto soccorso, ho preso mio figlio, gli hanno dato questa prognosi di 3 giorni e l’hanno dimesso. Tutto il giorno il ragazzo è stato male, la notte non è riuscito a chiudere occhio e l’indomani mattina ho pensato di portarlo a Palidoro al Bambin Gesù, l’ospedale più vicino che abbiamo qui a Civitavecchia, gli hanno fatto subito una radiografia e gli hanno detto che aveva la frattura della spinosa D4, si doveva mettere a letto e non si doveva muovere assolutamente, l’hanno ricoverato, aveva 24 anni, l’hanno ricoverato, l’hanno portato a Roma per fargli una Tac, da lì hanno riconfermato la diagnosi che era proprio la frattura della quarta vertebra dorsale della spinosa e l’hanno ingessato, ha portato questo gesso per un mese e poi per altri 4 mesi circa non è andato a lavoro perché il medico dell’Inail nelle visite che faceva periodicamente, non aveva ritenuto opportuno di farlo rientrare a lavoro.
Poi rientrato, gli hanno dato un definitivo, l’Inail gli ha riconosciuto una percentuale di invalidità di 2 punti, che è una sciocchezza, è assolutamente niente, quando una frattura so che parte da 6 punti in su e a lui non gli è stata riconosciuta neanche questa cosa.
Ho denunciato l’A.S.L., ho denunciato anche la ditta avversaria per l’insicurezza che c’era sul lavoro, sono passati quasi 6 anni e devo dire che non ho ottenuto assolutamente niente, c’è da dire anche un’altra cosa che in Italia la giustizia costa troppo, non mi sono potuta permettere un bravo avvocato che potesse difendere mio figlio per quella causa civile e la causa penale, però nel frattempo la Procura della Repubblica ha indagato e le cose sono andate avanti, a luglio ci sarà l’udienza penale contro la ditta in cui lavorava il ragazzo cui è sfuggito il martello dalla mano, erano due ditte diverse e poi vedremo un po’ a luglio quello che succederà, già 6 anni fa quando successe questo fatto a mio figlio denunciai la poca sicurezza sul lavoro ma non venni ascoltata né dai partiti, né dal sindacato, era passato tutto così molto alla leggera, dopo un po’ di tempo purtroppo i fatti mi hanno dato ragione perché sono morti 3 ragazzi, uno aveva 24 anni, tra l’altro si dice che fosse un operaio molto qualificato, poi è morto un altro ragazzo più o meno con la stessa dinamica dell’incidente che era successo a mio figlio, solo che da un’altezza non so di quanti metri fosse, sfuggì un tubo innocente che prese in pieno questo ragazzo e perse la vita e adesso c’è stato il terzo morto.
A chi toccherà morire oggi?
Le statistiche dicono, ho sentito dire poi da vari personaggi politici civitavecchiesi che le statistiche quando si iniziò a costruire la centrale, avevano detto che ci sarebbero stati 4 morti, siamo arrivati a 3, spero che non si arrivi al quarto morto e poi secondo me non c’è proprio sicurezza in questo cantiere… diventano numeretti, adesso facciamo questa centrale, ci saranno 4 morti, quindi mettetevi l’anima in pace, la mattina uno entra e dice: mah, a chi toccherà oggi morire? E’ una cosa assurda, veramente assurda!
Tra l’altro il Sindaco in un’intervista radiofonica ha detto che per quanto riguarda la statistica, l’Enel è in regola, è in regola perché ci sono stati solo 3 morti anziché 4? Questa cosa la trovo veramente folle!
La centrale Enel sì, dice che porta ricchezza, non so a chi, c’è da specificare una cosa che gli elettrici che lavorano nella centrale sono 350, l’indotto sono circa 2000 persone che lavorano per 4/5 anni, il tempo della durata della costruzione della centrale e poi vanno tutti a casa, vanno messi tutti in cassa integrazione, la ricchezza che ci ha portato l’Enel, secondo me, è solamente la morte, gli incidenti sul lavoro, tanti incidenti neanche si sanno e ci ha portato anche tanto inquinamento a Civitavecchia le morti per tumore di polmone, per leucemiaasma, soffrono di problemi respiratori, adesso si muore anche per tumore, specialmente le donne, alla vescica che è un tumore nuovo, prima non si sentiva dire questa cosa e si muore, purtroppo si muore non solo per il lavoro in centrale, anche per tutto l’inquinamento causato, anche se ci assicurano che tutto quanto è in regola, che la centrale a carbone non inquina.
L’Enel quando cominciò a costruire la centrale a carbone disse che ci avrebbe fatto pagare la luce un po’ di meno perché rischiavamo etc., etc., sulla bolletta della luce paghiamo la corrente un po’ di più perché c’è una tassa, noi paghiamo questa tassa perché usiamo la corrente, l’elettricità che viene prodotta con l’emissione di Co2, quindi oltre al danno anche la beffa!
Sì la sicurezza è un diritto, un dovere, ho letto questa cosa e a me sembra l’ennesima presa per i fondelli, per la sicurezza non c’era, mio figlio non avrebbe avuto questo problema se ci fossero state le reti di protezione e se l’operaio avesse portato al polso il martello perché per la 626 bisogna portare legati gli utensili con cui si lavora, invece questa cosa non c’era!
Mio figlio è tornato a lavorare dopo 5 mesi, ha lavorato un altro po’, però siccome lui lavorava anche in quota a 90/95 metri, a causa del trauma che ha subito ha continui giramenti di testa, ha lavorato un altro po’ e poi si è messo in aspettativa, 6 mesi e poi ci è licenziato completamente perché è impossibile per lui continuare a fare questo tipo di lavoro, tra l’altro mio figlio sta ancora male, la spalla ogni volta che la muove un po’ di più, non la può più muovere come era prima ha dei grossi dolori, ma la cosa brutta è che lui ormai ha una cervicale molto, molto forte e non può più andare in quota, non può più fare questo tipo di lavoro.
Avrei dovuto prendere un medico legale di parte e fargli fare la controperizia, il medico legale di parte mi chiese un’assurdità, non avevo i soldi e non ho potuto fare niente. A luglio ci sarà questo processo penale, vorrei solamente che la Procura della Repubblica indagasse per bene, venisse a vedere il luogo di lavoro di tutti questi operai e poi vorrei giustizia, ma la giustizia non solo per mio figlio ma per tutte le persone che sono state male, che si sono infortunate, per questi 3 ragazzi morti perché veramente questa cosa la sento molto, è come se avessero toccato un’altra volta mio figlio!
Beppegrillo.it
FINALMENTE UNA VITTORIA DEL TERRITORIO
SULLE SERVITU’ ENERGETICHE
NEGATIVO IL PARERE ISTRUTTORIO AI FINI DEL RILASCIO DELL'AIA PER IL QUARTO GRUPPO DELLA CENTRALE ELETTRICA DI TVS E RICHIESTO UN PIANO DI DISMISSIONE
Movimento Nocoke Alto Lazio
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domenica 4 aprile 2010
2010: Pasqua di lutto
Civitavecchia, esplosione in centrale Enel: muore un operaio, tre colleghi intossicati
L'incidente è avvenuto poco prima di mezzogiorno nell'area dell'impianto dove viene stoccata l'ammoniaca utilizzata per abbassare le emissioni del monossido di azoto che si sviluppo durante il processo produttivo. I quattro operai stavano lavorando, su un ponteggio a 15 metri altezza, su una condotta a pressione (contenente acqua e ammoniaca) per il raffreddamento dell'impianto.
Sergio Capitani è morto per le gravissime ferite riportate dopo essere stato colpito in pieno dal tubo della condotta dell'ammoniaca. Secondo le prime ricostruzioni dell'incidente, su cui indagano i carabinieri, l'esplosione sarebbe stata causata dalla forte pressione che ha spaccato il tubo, contenente acqua e ammoniaca per il raffreddamento dell'impianto (tubo del diametro di 50-60 centimetri). Il tubo, come una gigantesca frusta, si sarebbe abbattuto su Capitani, mentre gli altri tre sono rimasti intossicati dalla fuoriuscita della sostanza.
Dopo l'incidente, Capitani aveva subìto un arresto cardiaco. Il personale del 118 aveva proceduto con la defibrillazione, poi l'uomo era stato caricato sull'elicottero per il trasporto in ospedale a Roma. Ma non appena il mezzo si è alzato in volo l'operaio è andato nuovamente in arresto. Le ulteriori operazioni di rianimazione non hanno sortito effetti.
Erano tutti a lavoro in quota per chiudere con una valvola un tubo diportato di ammoniaca. Qualcosa però sembra non aver funzionato. Il tubo è esploso e la vittima si trovava proprio davanti alla valvola al momento dell'esplosione che lo ha colpito in pieno.
Ancora una volta,
questa volta alla vigilia di Pasqua,
un operaio si è recato a lavoro
per sostenere la propria famiglia
e farà rientro in casa in bara.
questa volta alla vigilia di Pasqua,
un operaio si è recato a lavoro
per sostenere la propria famiglia
e farà rientro in casa in bara.
Ricordatevi in futuro
questo impegno preso
dalla Poverini!
Intanto noi questa Pasqua
non la festeggiamo perché
NON C'E' PROPRIO
NULLA DA
FESTEGGIARE!
Non ci sentiamo così idioti e cinici!
questo impegno preso
dalla Poverini!
Intanto noi questa Pasqua
non la festeggiamo perché
NON C'E' PROPRIO
NULLA DA
FESTEGGIARE!
Non ci sentiamo così idioti e cinici!
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tragedie italiane
sabato 20 marzo 2010
Messaggio per i disoccupati: meno male che silvio c'è.
100 € !!!
tramite le agenzie interinali se sei disoccupato e vai alla manifestazione di Berlusconi
Alle manifestazioni del Popolo Viola i cittadini vanno spontaneamente, a proprie spese. Il 5 dicembre scorso dalla Sardegna è stato organizzato un traghetto intero pieno di gente come noi, che voleva andare a Roma a manifestare contro questo governo scellerato che lavora solo per gli interessi del Kaiser e non per risolvere i problemi dell'Italia.
Ora girano voci come questa:
"Stamattina ho ricevuto questo messaggio dalla mia amica Manuela:
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh ti racconto questa fresca fresca....mia figlia è laureata e adesso sta facendo la specializzazione, è iscritta a diverse agenzie di lavoro e ogni tanto fa lavoretti, tipo supermercati, fiere, manifestazioni varie ecc pagate una miseria, va be' questo si sa, 10 min fa le hanno telefonato una di queste agenzie chiedendole se sabato voleva andare a roma spesata alla manifestazione del nano, pero' doveva mettersi una maglietta con scritto meno male che silvio c'è e le danno 100 euro............madooooooonnaaaaaaaaaaa miaaaaaaaaa mi viene il vomitoooooooo!!!"
E cioé tante agenzie interinali cui si iscrivono i cittadini disoccupati, sono state contattate dal PDL per assumere gente e fare numero alla manifestazione indetta da Sua Indecenza. Alcune reazioni e commenti sono riportati QUI (il sito de L'Unità) e anche QUI (il blog di Gianfranco Mascia, del Popolo Viola).
Ricordo che una decina di anni fa, a Sassari, il giornale locale pubblicò una foto scattata a una manifestazione di Forza Italia nella piazza centrale di Sassari.
A parte il fatto che c'erano 4 gatti, la cosa che il giornalista fece notare molto bene era la presenza di un noto tossico che fermava la gente nelle vie del centro ("Mi dà cento lire per mangiare, signora", con voce metallica), fermo in piedi in mezzo alla "folla" che NON riempiva la piazza, con in mano una bandiera di Forza Italia. Il commento fu lapidario: "Forza Italia assolda gli sbandati per fare numero".
Ed è vero! Ero passato in Piazza d'Italia per puro caso e l'avevo visto.
Mi sento offeso, come cittadino e lavoratore, che il PDL contatti le agenzie interinali per assoldare gente e fare numero alle sue manifestazioni. Forse è questo il fantomatico "milione di posti di lavoro" promesso da questo delinquente tanti anni fa!
A parte il fatto che il Kaiser generalmente odia le manifestazioni e insulta (e fa insultare dai suoi scagnozzi fra i giornalisti e i politici) quanti vi partecipano....
Allora la domanda nasce spontanea: ma dove cavolo li prende i voti il PDL alle elezioni?
IO PENSO SEMPRE DI PIU' AI BROGLI
Del resto, Berlusconi ogni volta che ha perso una tornata elettorale ha sempre urlato ai brogli, dicendo che "aveva le prove", che ovviamente non sono mai venute fuori. Generalmente quando si lamenta di qualcosa è la classica gallina che canta e ha fatto l'uovo.
Allora.... forse i brogli ci sono veramente, ma quando vince Lui....
Skywalkerboh
tramite le agenzie interinali se sei disoccupato e vai alla manifestazione di Berlusconi
Alle manifestazioni del Popolo Viola i cittadini vanno spontaneamente, a proprie spese. Il 5 dicembre scorso dalla Sardegna è stato organizzato un traghetto intero pieno di gente come noi, che voleva andare a Roma a manifestare contro questo governo scellerato che lavora solo per gli interessi del Kaiser e non per risolvere i problemi dell'Italia.Ora girano voci come questa:
"Stamattina ho ricevuto questo messaggio dalla mia amica Manuela:
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh ti racconto questa fresca fresca....mia figlia è laureata e adesso sta facendo la specializzazione, è iscritta a diverse agenzie di lavoro e ogni tanto fa lavoretti, tipo supermercati, fiere, manifestazioni varie ecc pagate una miseria, va be' questo si sa, 10 min fa le hanno telefonato una di queste agenzie chiedendole se sabato voleva andare a roma spesata alla manifestazione del nano, pero' doveva mettersi una maglietta con scritto meno male che silvio c'è e le danno 100 euro............madooooooonnaaaaaaaaaaa miaaaaaaaaa mi viene il vomitoooooooo!!!"
E cioé tante agenzie interinali cui si iscrivono i cittadini disoccupati, sono state contattate dal PDL per assumere gente e fare numero alla manifestazione indetta da Sua Indecenza. Alcune reazioni e commenti sono riportati QUI (il sito de L'Unità) e anche QUI (il blog di Gianfranco Mascia, del Popolo Viola).
Ricordo che una decina di anni fa, a Sassari, il giornale locale pubblicò una foto scattata a una manifestazione di Forza Italia nella piazza centrale di Sassari.
A parte il fatto che c'erano 4 gatti, la cosa che il giornalista fece notare molto bene era la presenza di un noto tossico che fermava la gente nelle vie del centro ("Mi dà cento lire per mangiare, signora", con voce metallica), fermo in piedi in mezzo alla "folla" che NON riempiva la piazza, con in mano una bandiera di Forza Italia. Il commento fu lapidario: "Forza Italia assolda gli sbandati per fare numero".
Ed è vero! Ero passato in Piazza d'Italia per puro caso e l'avevo visto.
Mi sento offeso, come cittadino e lavoratore, che il PDL contatti le agenzie interinali per assoldare gente e fare numero alle sue manifestazioni. Forse è questo il fantomatico "milione di posti di lavoro" promesso da questo delinquente tanti anni fa!
A parte il fatto che il Kaiser generalmente odia le manifestazioni e insulta (e fa insultare dai suoi scagnozzi fra i giornalisti e i politici) quanti vi partecipano....
Allora la domanda nasce spontanea: ma dove cavolo li prende i voti il PDL alle elezioni?
IO PENSO SEMPRE DI PIU' AI BROGLI
Del resto, Berlusconi ogni volta che ha perso una tornata elettorale ha sempre urlato ai brogli, dicendo che "aveva le prove", che ovviamente non sono mai venute fuori. Generalmente quando si lamenta di qualcosa è la classica gallina che canta e ha fatto l'uovo.
Allora.... forse i brogli ci sono veramente, ma quando vince Lui....
Skywalkerboh
venerdì 26 febbraio 2010
Parco Giorgio Almirante?
Parco Giorgio Almirante?
Ovvero: Santa Marinella è in metastasi e la giunta Bacheca gioca con i “palliativi”.

Nell’apprendere questa notizia bisogna provare ad immaginarsi due situazioni.
Nella prima immaginare di essere a spasso con il proprio figlio in un parco intitolato a Giorgio Almirante e che ti chiede chi fosse il tale in questione. Se si è di destra ci si sperticherebbe in una retorica nazional-popolare in chiave revisionistica ponendo di più l’accento sugli ultimi anni del personaggio e omettendo i suoi gravi errori, perpetrati in gioventù, che contribuirono ai tristi orrori del nazifascismo. Infatti fino al maggio del 1942 Almirante, nell'articolo "Contro le pecorelle dello pseudo-razzismo antibiologico", ribadiva l'adesione del regime alle tesi razziste rispondendo alle accuse che le indicavano come un corpus estraneo alla cultura cattolica e nazionale:
«Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo».

Se si è di sinistra (magari di vecchio stampo) ci si esibirebbe in un pezzo di retorica antifascista; di quelle usurate che oggi producono solamente una blanda opposizione che talvolta rende complici.
Entrambi i tipi si troverebbero d’accordo solamente sul fatto che era “un grande parlatore” (tal’è il luogo comune), come se fossero più importanti le parole dei fatti concreti. In ogni caso non si darebbe al proprio ragazzo un quadro esatto e spassionato della cruda realtà e cioè perché succede questo!
E qui veniamo al secondo sforzo di immaginazione che vedrebbe il sindaco e la sua giunta progettare questa astuta mossa politica prima delle elezioni. “Aho! Damo ‘na scrollata ai nostri elettori più de destra! Famoje vedé che pensamo pure a loro…
La richiesta della Destra è datata 23 maggio 2008
‘Nsomma damose n’identità!”
E l’altro che risponde: “Bella oh! Così damo pure ‘na botta a sti rompipalle de forza italia. Je famo vede chi comanna qua dentro sto cavolo de piddielle!”
Addentrandosi in un’analisi politico-elettorale si può affermare che il sindaco è piccolo e la sua maggioranza è poco coraggiosa infatti questa mossa risulta abbastanza miope a meno che non si sentano già certi della vittoria. Teoria vuole che vinca la coalizione più unita e quindi sarebbe stato più produttivo per loro intitolare il parco direttamente a quelle figure che hanno trovato apprezzamento e rivalutazione anche nel popolo di Silvio: Benito Mussolini, Craxi o perché no!
Lungi da noi il paragone tra Mangano e Almirante, c’è da sottolineare che il primo sarebbe stato un segnale più attuale visto le recenti cronache politico-giudiziarie.
Altro aspetto, ricorrente nel solito scadente modo di fare politica nelle zone più depresse del Paese, che ci preme mettere in evidenza è il continuo sperpero di denaro pubblico: i nostri soldi spesi male invece di adoperarli per i bisogni reali e sempre più urgenti della gente tutta!
Togliere, sostituire e realizzare qualche palina con targa marmorea per dare adempimento a questa delibera potrebbe portare via, visto i precedenti, almeno 1.000 – 2.000 euro! Siete sicuri che questa sia una priorità?
Sai… duemila buttati lì, duemila elargiti allegramente là! Forse con questi soldi ci si potrebbe tappare qualche buca in più o salvare qualche palma dal punteruolo rosso.
Ma in questi giorni assistiamo ad altre cose strane che accadono e che purtroppo passano inosservate… anche all’opposizione.
Ad esempio la notizia dei 32.000 euro elargiti dalla Fondazione Cariciv per sostenere progetti di ricerca scientifica da realizzare nel comprensorio dell’area tolfo-cerite riguardanti settori tematici quali la salute pubblica e medicina preventiva. Cosa che ha trovato il plauso del sindaco:
“Sono onorato – ha dichiarato il sindaco di Santa Marinella, Roberto Bacheca - che la Fondazione Cariciv del presidente Cacciaglia abbia sostenuto questo progetto, che vede la collaborazione diretta del Comune di Santa Marinella, attraverso la Riserva naturale di Macchiatonda, il dipartimento di Biologia dell’Università di Tor Vergata, L’Asl Roma F - direzione sanitaria e settore veterinario, e conferma l’impegno dell’Amministrazione comunale di Santa Marinella su temi sociali fondamentali come la salute pubblica e la qualità ambientale del territorio.”
Tu dici:”Bene!” Ma poi se leggi attentamente quali scopi pratici verrebbero svolti forse un po’ trasecoli.
“Un progetto riguarda “l’analisi delle comunità di microorganismi degli stagni della Riserva naturale di Macchiatonda”. Come è noto e dimostrato, le zone umide costiere, pure essendo tra gli habitat più importanti per la conservazione della biodiversità e la tutela degli uccelli migratori, sono spesso oggetto di studi degli aspetti vegetazionali o faunistici volti a favorire gli aspetti gestionali, mentre da un punto di vista ecologico è importante indagare anche la componente microbica. Questo studio permetterà all’Ente di gestione, attraverso campionamenti, di raccogliere dati sullo status ecologico della comunità microbica in relazione alla presenza di macrofauna ed alle influenze stagionali, consentendo di constatare lo stato di salute di un’area umida mediante la rilevazione qualitative e quantitativa di particolari specie microbiche che fungono da “predittori”, quindi da indicatori dello stato di salute della zona umida. Il secondo progetto finanziato, dal titolo “monitoraggio dello status microbiologico dei corsi d’acqua ove insistono avifauna migratoria e bestiame, per verificare la presenza ceppi di enterobatteri resistenti agli antibiotici, potenzialmente trasmissibili alla popolazione umana”, riguardante il tema della salute pubblica, assume una valenza oltre che scientifica anche sociale, dato che prevede come aree di monitoraggio corsi o bacini idrici presenti su porzioni di territorio di ben 5 Comuni : Santa Marinella come capofila…”
Se vogliamo parlare di ambiente: con 32.000 euro quante palme si salverebbero a Santa Marinella?
Per caso ne gioverebbe l’ambiente, l’immagine di Santa Marinella tutta e guarda un po’… il turismo
E vogliamo parlare della raccolta differenziata? Del progetto così detto Porta a porta? Ieri l’altro c’è stato il quinto proclama in due anni di governo e siamo ancora alla fase progettuale che ha prodotto finora solo un fascicolo ottenuto mettendo insieme pezzi, non si sa presi da dove, di testi anche contraddittori fra loro e molto confusi. Continuando così rischiamo di perdere nuovamente i finanziamenti della Provincia e ancora peggio l’emergenza rifiuti (alla napoletana) che produrrebbe solo una corsa scellerata all’incenerimento canceroso della mondezza a Torre Valdaliga o ad Allumiere (il Betolaso Gate, con l’equazione emergenza = business per i soliti noti, insegna!)
E vogliamo parlare del devastante quanto fumoso progetto dell’ampliamento del porto in cambio di chissà quanti e quali posti di lavoro. Eppure Torre Valdaliga dovrebbe insegnare: a fronte di uno scellerato impianto, quanti sono diventati i lavoratori impiegati? Che vantaggi economici ha portato alla popolazione? A proposito ci ripetiamo: “Sindaco… che fine hanno fatto i milioni (nostri) elargiti-ritornati dall’ENEL?
E del mostruoso centro commerciale di Valdambrini? E la sede comunale?
Finanche la notiziola dello sbarco in città di una non meglio precisata ditta marchigiana che secondo l’assessore all’arredo urbano dovrebbe installare e gestire dei cartelloni pubblicitari a Santa Marinella. Alcuni della misura spropositata di metri 3 x 6!!!
Nella conferenza stampa di presentazione alle ultime elezioni comunali tale Roberto Bacheca si impegnò sulle seguenti priorità:
* Sviluppo economico di Santa Marinella
* Sviluppo del turismo nella Perla del Tirreno
* Opere pubbliche
* Assestamento di bilancio e razionalizzazione della spesa pubblica
* Restituzione della DIGNITA’ alla popolazione.
“Ha fatto di più di non mantenere le promesse… ha ucciso le speranze!”
Caro giovane sindaco forse è il caso, se vuole dare un cenno di buon senso, che inizi con il ritirare “la delibera del Parco Giorgio Almirante”
Ovvero: Santa Marinella è in metastasi e la giunta Bacheca gioca con i “palliativi”.
Nell’apprendere questa notizia bisogna provare ad immaginarsi due situazioni.
Nella prima immaginare di essere a spasso con il proprio figlio in un parco intitolato a Giorgio Almirante e che ti chiede chi fosse il tale in questione. Se si è di destra ci si sperticherebbe in una retorica nazional-popolare in chiave revisionistica ponendo di più l’accento sugli ultimi anni del personaggio e omettendo i suoi gravi errori, perpetrati in gioventù, che contribuirono ai tristi orrori del nazifascismo. Infatti fino al maggio del 1942 Almirante, nell'articolo "Contro le pecorelle dello pseudo-razzismo antibiologico", ribadiva l'adesione del regime alle tesi razziste rispondendo alle accuse che le indicavano come un corpus estraneo alla cultura cattolica e nazionale:
«Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo».
Se si è di sinistra (magari di vecchio stampo) ci si esibirebbe in un pezzo di retorica antifascista; di quelle usurate che oggi producono solamente una blanda opposizione che talvolta rende complici.
Entrambi i tipi si troverebbero d’accordo solamente sul fatto che era “un grande parlatore” (tal’è il luogo comune), come se fossero più importanti le parole dei fatti concreti. In ogni caso non si darebbe al proprio ragazzo un quadro esatto e spassionato della cruda realtà e cioè perché succede questo!
E qui veniamo al secondo sforzo di immaginazione che vedrebbe il sindaco e la sua giunta progettare questa astuta mossa politica prima delle elezioni. “Aho! Damo ‘na scrollata ai nostri elettori più de destra! Famoje vedé che pensamo pure a loro…
La richiesta della Destra è datata 23 maggio 2008
‘Nsomma damose n’identità!”
E l’altro che risponde: “Bella oh! Così damo pure ‘na botta a sti rompipalle de forza italia. Je famo vede chi comanna qua dentro sto cavolo de piddielle!”
Addentrandosi in un’analisi politico-elettorale si può affermare che il sindaco è piccolo e la sua maggioranza è poco coraggiosa infatti questa mossa risulta abbastanza miope a meno che non si sentano già certi della vittoria. Teoria vuole che vinca la coalizione più unita e quindi sarebbe stato più produttivo per loro intitolare il parco direttamente a quelle figure che hanno trovato apprezzamento e rivalutazione anche nel popolo di Silvio: Benito Mussolini, Craxi o perché no!
Vittorio Mangano;
quest’ultimo su una bella statua “equestre”… magari imbottita di soldi riciclati della mafia e droga.Lungi da noi il paragone tra Mangano e Almirante, c’è da sottolineare che il primo sarebbe stato un segnale più attuale visto le recenti cronache politico-giudiziarie.
Altro aspetto, ricorrente nel solito scadente modo di fare politica nelle zone più depresse del Paese, che ci preme mettere in evidenza è il continuo sperpero di denaro pubblico: i nostri soldi spesi male invece di adoperarli per i bisogni reali e sempre più urgenti della gente tutta!
Togliere, sostituire e realizzare qualche palina con targa marmorea per dare adempimento a questa delibera potrebbe portare via, visto i precedenti, almeno 1.000 – 2.000 euro! Siete sicuri che questa sia una priorità?
Sai… duemila buttati lì, duemila elargiti allegramente là! Forse con questi soldi ci si potrebbe tappare qualche buca in più o salvare qualche palma dal punteruolo rosso.
Ma in questi giorni assistiamo ad altre cose strane che accadono e che purtroppo passano inosservate… anche all’opposizione.
Ad esempio la notizia dei 32.000 euro elargiti dalla Fondazione Cariciv per sostenere progetti di ricerca scientifica da realizzare nel comprensorio dell’area tolfo-cerite riguardanti settori tematici quali la salute pubblica e medicina preventiva. Cosa che ha trovato il plauso del sindaco:
“Sono onorato – ha dichiarato il sindaco di Santa Marinella, Roberto Bacheca - che la Fondazione Cariciv del presidente Cacciaglia abbia sostenuto questo progetto, che vede la collaborazione diretta del Comune di Santa Marinella, attraverso la Riserva naturale di Macchiatonda, il dipartimento di Biologia dell’Università di Tor Vergata, L’Asl Roma F - direzione sanitaria e settore veterinario, e conferma l’impegno dell’Amministrazione comunale di Santa Marinella su temi sociali fondamentali come la salute pubblica e la qualità ambientale del territorio.”
Tu dici:”Bene!” Ma poi se leggi attentamente quali scopi pratici verrebbero svolti forse un po’ trasecoli.
“Un progetto riguarda “l’analisi delle comunità di microorganismi degli stagni della Riserva naturale di Macchiatonda”. Come è noto e dimostrato, le zone umide costiere, pure essendo tra gli habitat più importanti per la conservazione della biodiversità e la tutela degli uccelli migratori, sono spesso oggetto di studi degli aspetti vegetazionali o faunistici volti a favorire gli aspetti gestionali, mentre da un punto di vista ecologico è importante indagare anche la componente microbica. Questo studio permetterà all’Ente di gestione, attraverso campionamenti, di raccogliere dati sullo status ecologico della comunità microbica in relazione alla presenza di macrofauna ed alle influenze stagionali, consentendo di constatare lo stato di salute di un’area umida mediante la rilevazione qualitative e quantitativa di particolari specie microbiche che fungono da “predittori”, quindi da indicatori dello stato di salute della zona umida. Il secondo progetto finanziato, dal titolo “monitoraggio dello status microbiologico dei corsi d’acqua ove insistono avifauna migratoria e bestiame, per verificare la presenza ceppi di enterobatteri resistenti agli antibiotici, potenzialmente trasmissibili alla popolazione umana”, riguardante il tema della salute pubblica, assume una valenza oltre che scientifica anche sociale, dato che prevede come aree di monitoraggio corsi o bacini idrici presenti su porzioni di territorio di ben 5 Comuni : Santa Marinella come capofila…”
Se vogliamo parlare di ambiente: con 32.000 euro quante palme si salverebbero a Santa Marinella?
Per caso ne gioverebbe l’ambiente, l’immagine di Santa Marinella tutta e guarda un po’… il turismo
E vogliamo parlare della raccolta differenziata? Del progetto così detto Porta a porta? Ieri l’altro c’è stato il quinto proclama in due anni di governo e siamo ancora alla fase progettuale che ha prodotto finora solo un fascicolo ottenuto mettendo insieme pezzi, non si sa presi da dove, di testi anche contraddittori fra loro e molto confusi. Continuando così rischiamo di perdere nuovamente i finanziamenti della Provincia e ancora peggio l’emergenza rifiuti (alla napoletana) che produrrebbe solo una corsa scellerata all’incenerimento canceroso della mondezza a Torre Valdaliga o ad Allumiere (il Betolaso Gate, con l’equazione emergenza = business per i soliti noti, insegna!)
E vogliamo parlare del devastante quanto fumoso progetto dell’ampliamento del porto in cambio di chissà quanti e quali posti di lavoro. Eppure Torre Valdaliga dovrebbe insegnare: a fronte di uno scellerato impianto, quanti sono diventati i lavoratori impiegati? Che vantaggi economici ha portato alla popolazione? A proposito ci ripetiamo: “Sindaco… che fine hanno fatto i milioni (nostri) elargiti-ritornati dall’ENEL?
E del mostruoso centro commerciale di Valdambrini? E la sede comunale?
Finanche la notiziola dello sbarco in città di una non meglio precisata ditta marchigiana che secondo l’assessore all’arredo urbano dovrebbe installare e gestire dei cartelloni pubblicitari a Santa Marinella. Alcuni della misura spropositata di metri 3 x 6!!!
Ma che schifo! Penserete…
E dove li metteranno? Lato mare per nascondere magari qualche moletto in costruzione semiabusiva? Lato Monte così da coprire l’eventuale nube tossica proveniente da Allumiere? Tra un villino e l’altro così non si vedono le palme morenti? Mah!?Nella conferenza stampa di presentazione alle ultime elezioni comunali tale Roberto Bacheca si impegnò sulle seguenti priorità:
* Sviluppo economico di Santa Marinella
* Sviluppo del turismo nella Perla del Tirreno
* Opere pubbliche
* Assestamento di bilancio e razionalizzazione della spesa pubblica
* Restituzione della DIGNITA’ alla popolazione.
A voi il bilancio!
Sarebbe forse il caso di restituire al mittente la famigerata frase espressa dal sindaco in quell’occasione riferendosi al Tidei:“Ha fatto di più di non mantenere le promesse… ha ucciso le speranze!”
Caro giovane sindaco forse è il caso, se vuole dare un cenno di buon senso, che inizi con il ritirare “la delibera del Parco Giorgio Almirante”
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lunedì 14 dicembre 2009
E noi paghiamo?
TFR addio
Beppegrillo.it
PIOVE... GOVERNO LADRO?
NO! DI PIU'!
NO! DI PIU'!
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mercoledì 4 novembre 2009
C'è da rivoluzionare il concetto "LAVORO"!
Storie dalla generazione perduta
"Ci avete traditi, restituiteci la vita"
di FEDERICO PACE - da Repubblica.it
C'è collera e disincanto. Avvilimento e indignazione. Nelle ottocento email spedite dai giovani, in poco meno di quarantotto ore, a Repubblica.it, si sovrappongono parole rabbiose e spietate analisi. I ragazzi che sono stati mandati a casa con la crisi, sono mortificati per il lavoro che non c'è. Pentiti del tempo e della dedizione riservata agli studi. Arrabbiati per l'assenza di meritocrazia che li tiene ancora fuori da tutto.
Nelle testimonianze arrivate da ogni parte d'Italia ci sono le peripezie quotidiane di quelli ingabbiati nella "trappola dello stage" e il disappunto degli eterni precari appesi alle promesse di un datore di lavoro. Ci sono i docenti e i ricercatori senza alcuna certezza. Ma anche i giovani avvocati e gli architetti che lavorano a "euro zero". I piccoli imprenditori alle prese con affari che vanno in malora. Ci sono quelli che il lavoro non lo hanno mai trovato. C'è chi è partito. E chi non sa più cosa fare.
Il lavoro perduto. Da Ascoli Piceno un ventottenne, che fino a poco tempo fa aveva un contratto a tempo indeterminato, ha spedito quello che sembra un epitaffio o una poesia bruciante di Toti Scialoja: "L'azienda ha chiuso. Sono rimasto a casa." Ogni altra parola sarebbe di troppo. Una ragazza della provincia di Venezia invece il posto c'e l'ha ancora. Ma sa che non durerà. "Sono assistente sociale - racconta la ventisettenne con un contratto a tempo -, lavoro con una cooperativa che mi paga molto meno delle mie colleghe di pari grado. Ora l'amministrazione comunale sta 'ridisegnando l'organico': cioè sta per eliminare il mio posto. A volte non dormo di notte. Tra poco sarò di nuovo a spasso".
In questo labirinto senza via d'uscita, ci sono molti che accettano di ridursi le mansioni. Si fa anche questo per cominciare a vivere e non rimanere senza niente in mano a fine mese. Da Roma arriva una storia esemplare: "Laureato in giurisprudenza - scrive il nostro lettore - dopo tante collaborazioni a progetto, nel 2007 ho deciso di dequalificarmi spinto dal desiderio di creare qualcosa con la mia compagna. Ho accettato un posto da operaio messo a disposizione da un'agenzia per il lavoro presso una multinazionale". Ma purtroppo non è bastato neppure questo. "A giugno scorso l'azienda ha deciso che insieme ad altri novanta colleghi non era più necessaria la mia collaborazione lasciandomi a casa".
Il posto mai trovato. Ma molti un lavoro non l'hanno mai. Da Torino una ragazza scrive: "Sono diplomata in lingue da un anno. Dicevano che era un buon settore per l'impiego. Girando per le varie agenzie della mia città ho scoperto che non era così. Tutti mi chiedono se ho esperienze lavorative e, sentendo la mia risposta negativa, mi guardano con aria scocciata come se in realtà stessi chiedendo l'elemosina". Da Varese una ragazza di venticinque anni confessa la delusione per l'inutilità della laurea. Ha trovato solo qualche lavoretto pagato "250 euro al mese per fare la pendolare da Varese a Milano. Dopo sette mesi speri in qualcosa di meglio. E lo chiedi. Come risposta ti ritrovi senza niente. Niente di niente. La banca mi ha comunicato che il mio conto è a secco. Vivo di 'paghette'".
Troppi stage. Chi riesce a fare il primo passo è costretto ad accettare gli effimeri "surrogati" dell'assunzione. I tirocini soprattutto. Percorsi che difficilmente conducono al lavoro "stabile". Un ventisettenne di Padova racconta: "Dopo una laurea e un master sono caduto nel vortice degli stage. Prima in un'agenzia a Roma ed ora in un ufficio a Milano. Non ci sono prospettive di assunzione di alcun tipo. Non vi è un rimborso spese, non ci sono neppure i buoni pasto". Ma non basta. Il problema, dice il lettore, è che "molto spesso arrivo in ufficio e non mi viene assegnato neppure un compito in tutto il giorno. Non imparo. Perdo tempo."
Professionisti e imprenditori. In questo grande arcipelago della generazione a cui vengono concesse poche chance e nessuna prospettiva non ci sono solo le figure (addetti di call center o precari della scuola) che abbiamo imparato a conoscere. Una trentaduenne pugliese scrive: "Sono laureata in giurisprudenza, non vorrei fare l'avvocato ma non ho altra scelta. Sono sette anni che lavoro presso avvocati. Gratis o quasi perché la condizione dei praticanti e neo avvocati è di dipendenti a tempo pieno senza diritti. Se ti ammali o sei in maternità, sei finita."
A scrivere sono anche quelli che tentano la via della piccola imprenditoria. Da Milano arriva la lettera di un 34enne. "Avevo una mia piccola attività d'erboristeria. Ho deciso di fidarmi di un caro amico. Abbiamo costituito una nuova società. Avevamo un nuovo negozio più grande, c'era l'entusiasmo, la gioia per qualcosa che cresceva e che poteva dare di più. E' trascorso un anno da quell'inizio ed oggi mi ritrovo senza più nulla." Anche a Napoli succede qualcosa di simile: "Disperato, dopo ennesimi mesi di ricerca di lavoro completamente vana, ho tentato l'ultima carta: mettere su un'attività, un piccolo negozio. Con un prestito familiare, ovviamente. Però l'attività non produce altro che debiti. Fra pochi mesi dovrò chiudere".
Lontani da casa. Più della metà di chi ci ha scritto, ha lasciato il posto dove è nato. Il 15 per cento è partito dalla città d'origine. Il 23 per cento ha cambiato regione. A partire sono quasi sempre loro. Quelli che dal Sud vanno al Nord. Qualcuno ha fatto più di 400 chilometri. Altri anche il doppio. Spesso senza ottenere nulla in cambio. Una laureata in ingegneria si è trasferita da Agrigento a Novara, in quello che lei definisce "il ricco Nord. Mi sono ben inserita come precaria. Fino al giugno 2009. Poi la catastrofe. Da un giorno all'altro senza lavoro, a inseguire il titolare per farmi dare quello che mi spetta per progetti fatti ma che non vuole pagare". Un trentunenne racconta, con rabbia, di avere lasciato la Calabria per Milano: "Mi sono laureato in ingegneria credendo di potere trovare un lavoro in modo più semplice. Non è stato così. Lavoro in una società dello Stato che mi sfrutta come un cane". Un ragazzo sardo di ventinove anni scrive: "Sono un giovane che, dopo la laurea, ha deciso di lasciare il Sud per salire a Milano, in cerca di fortuna. Non è che ne abbia trovata molta: contratti a tempo determinato (ho avuto anche un contratto di 1 settimana!!!), zero gratifiche lavorative, zero possibilità di carriera. A fine anno mi scade il contratto. Penso proprio che lascerò l'Italia." Ciascuna parola, scritta da questi ragazzi, chiama in causa un'intera classe politica e un sistema economico che sembra averli dimenticati, prima ancora di averli traditi.
Belpaese addio. Il 17 per cento delle testimonianze è di chi è andato via dall'Italia per riuscire ad avere un'occasione. Molti sono soddisfatti di averlo fatto. Come risulta evidente dal telegrafico messaggio che arriva dall'Austria. "Trasferito a Vienna. Felicissimo, occupato e per nulla nostalgico". Da Siracusa è partita anche una ragazza con laurea e master in nuove tecnologie perché "l'impiegata di un'agenzia interinale del nord mi offrì un posto come commessa in un negozio di alimentari. Così decisi che all'Italia avevo dato l'ultima possibilità e me ne andai all'estero". Dice di parlare correntemente quattro lingue e di avere vinto, "un concorso pubblico non italiano, per il quale ha davvero contato solo il merito" e di avere "un salario più che decente. Oggi guardavo il mio profilo su Linkedin e mi sono accorta che ho scritto il mio cv in inglese, francese e spagnolo e non in italiano...".
Ma c'è anche chi, pure al di là dei confini nazionali, non ha trovato alcun Eldorado. Dal Regno Unito un ragazzo napoletano racconta che all'estero le cose non vanno affatto bene. "Vivo in Inghilterra da più di cinque anni e ho sempre lavorato in ruoli da impiegato per grosse aziende. In cinque anni ho registrato tre redundacies, ovvero licenziamenti per motivi di trasferimento del business. L'ultima a marzo 2009. Adesso ho cominciato a lavorare con un rimborso di appena 100 sterline a settimana. Loro la chiamano probation (prova), io sfruttamento".
La fatica e il sogno. Infine a chi è ancora convinto, in buona o cattiva fede, che alle nuove generazioni manchi la forza per rimboccarsi davvero le mani, sembra rispondere Angelo, 32 anni da Brindisi: "Ho cominciato a lavorare da bambino nella piccola officina meccanica di mio padre. Mi sono diplomato come tecnico delle industrie e ho assolto la leva militare. Studiavo ancora quando ho preso un patentino come conduttore di caldaie a vapore che mi ha permesso di cominciare a lavorare. Ho iniziato con un lavoro stagionale. Dopo una stagione ero nuovamente disoccupato. Da allora è cominciata la mia storia di precario. Da quel momento ho fatto, in nero e non, il caldaista civile, l'operatore macchine utensili, il falegname, il carpentiere, il muratore, il pescivendolo, lo chef, il rappresentante, il letturista di contatori, l'agricoltore, il tubista..." e proprio alla fine, quando l'elenco sembra non finire mai, sintetizza in poche parole tutta l'essenza problematica di una generazione a cui la società non sembra offrire alcuna vera opportunità: "Ormai ho imparato a vivere della giornata e quel sogno del posto fisso, beh... mi sono reso conto che è davvero un sogno".
martedì 20 ottobre 2009
Politici, imprenditori, banchieri: la nuova speculazione edilizia
Il partito del cemento
di Marco Preve e Ferruccio Sansa
giornalisti e autori del libro “Il partito del cemento”
Nessuno sembra essersene accorto, ma il 28 ottobre sarà deciso il destino di una delle più belle regioni d’Italia: la Liguria. Pochi giorni fa è toccato alla Sardegna, dove è stato votato il piano casa del governatore Ugo Cappellacci (Pdl) che ha cancellato i vincoli con cui Renato Soru sperava di salvare la costa. Ma il centrosinistra non è migliore: la Regione governata da Claudio Burlando si prepara a varare un piano casa altrettanto generoso con gli amanti del cemento.
Un disastro senza rimedio, che, però, si può ancora fermare. Tace la sinistra, tace la destra, forse perché da queste parti entrambe sono amiche del mattone. Tacciono i cittadini che purtroppo non sanno: la Regione Liguria voterà un documento che va ben oltre le aspettative del governo Berlusconi. Nessuno ne aveva parlato fino a pochi giorni fa, quando Bruno Lugaro ne ha scritto sul Secolo XIX. Eppure basta studiare il piano presentato dalla Commissione e soprattutto gli emendamenti proposti da sinistra e destra (leggete qui). Le case sotto i 100 metri cubi potranno aumentare il volume fino al 60%, le altre potranno crescere fino al 30%. Ma non basta: potrà essere aumentata la cubatura di capannoni industriali, artigianali e agricoli. Ed è soltanto l’inizio. Leggendo il documento approvato dalla commissione e gli emendamenti voluti dal centrosinistra e dal centrodestra (il firmatario è un imprenditore immobiliare) si scopre che c’è ben di peggio: i benefici saranno concessi anche agli immobili condonati. Insomma, un danno civile e sociale, oltre che urbanistico. Chi ha costruito senza rispettare le leggi potrà adesso usufruire anche dei benefici concessi dalla Regione. Invece di punire chi non rispetta l’ambiente, si è deciso di premiarlo. E gli edifici abusivi? Si è pensato anche a loro. Il testo base li escludeva, ma ecco che il consigliere Luigi Cola (ex sindaco di Cogoleto, Pd) chiede di correggere: saranno esclusi soltanto quelli costruiti “in totale difformità o con variazioni essenziali”, insomma quelli davvero molto abusivi. Basta? Neanche per sogno: non sono risparmiati nemmeno i parchi dell’Entroterra. “Basterà un permesso degli enti parco per aumentare la cubatura delle case”, come spiega il Verde Carlo Vasconi.
Ma il colpo di grazia, spiega Vasconi, è quello che colpirà le zone che gli urbanisti chiamano aree-anima. Anima, un nome non casuale, perché questi sono luoghi preziosi, che però non sono sottoposti a una tutela totale. Anche qui potranno agire indisturbate le ruspe basta che siano a più di 300 metri dalla costa.
E per la Liguria sarà davvero la fine, perché da troppo tempo alcuni di quelli che governano questa terra hanno deciso di spremerla, di concederla ai signori del cemento come una baldracca. Una escort, si direbbe oggi. Sinistra o destra non importa: negli ultimi anni è stato dato il via libera alla costruzione di tre milioni di metri cubi di nuovi edifici lungo le coste.
Provate a immaginare concretamente che cosa succederebbe se tutte le case sotto i 100 metri cubi crescessero del 60%. Le alture liguri che dominano il mare si ricoprirebbero di cemento. Le case, migliaia di quelle costruzioni che rendono unica la Liguria, sarebbero deformate con aggiunte posticce. Provate a immaginare: dove oggi la vista si affaccia sul mare, domani potrebbe sbattere contro un nuovo muro.
Ma che cosa si può fare? Niente, sembrerebbe. Il centrosinistra ligure ha sempre avuto tanti amici nel mondo del mattone e questo piano ne è la dimostrazione definitiva. Il centrodestra è entusiasta… ma in fondo non sorprende. Insomma, chiunque vinca le elezioni regionali del 2010 non cambierà nulla. Claudio Burlando o Sandro Biasotti non fa differenza, la Liguria, verrebbe da dire, è comunque spacciata.
O forse no. Perché questo piano casa giova a pochi, ai soliti amici degli amici imprenditori del mattone. Ai furbetti che sognano di arricchirsi aggiungendo un piano alla propria casa, alla faccia dell’interesse generale. Ma gli altri? Il cemento non porta soldi. Arrivano denari per pochi e posti di lavoro che svaniscono alla fine dei cantieri. Intanto la Liguria si mangia la sua più grande ricchezza: l’ambiente, che sostiene la principale industria della regione, il turismo. Non solo: calerà il valore degli immobili con un danno per i proprietari liguri, ma anche lombardi e piemontesi. Già, anche per una questione di soldi questo piano andrebbe bocciato.
Ma poi c’è l’ambiente, una parola che in fondo significa il luogo dove noi tutti viviamo insieme. Che vuol dire qualità della vita nostra e dei nostri figli. Che ci ricorda il dovere di conservare il passato, ma anche di pensare al futuro.
Per questo la decisione che verrà presa in Liguria riguarda tutta l’Italia. Se lasciamo sola questa terra, poi a chi toccherà?
Ma qualcosa si può, si deve ancora fare. Adesso, sennò sarà troppo tardi. Mandiamo una e-mail a Claudio Burlando, Sandro Biasotti, il suo avversario alle prossime elezioni, Luigi Cola - il deputato del Pd recordman degli emendamenti, Nicola Abbundo - l’imprenditore immobiliare del Pdl che si batte per il piano. Gente di sinistra e di destra, perché qui non è questione di colori politici.
Se tutti gli amici del blog, non soltanto i liguri, scrivessero a chi dovrà compiere questa scelta, potremmo ancora sperare di cambiare qualcosa. Di salvare la Liguria e un po’ anche noi stessi".
Questa è una storiaccia che conosciamo bene, qui a Santa Marinella!
Anche da noi il cemento è bipartisan con il supporto di tanti disperati che fanno i salti mortali per qualche giornatina in più in un cantiere. Bisogna riuscire a vedere che stiamo raschiando il fondo del barile e distruggendo il paesaggio: l'unica risorsa che porterebbe "lavoro vero".
Attention pliz: poi indietro non si torna!

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lunedì 7 settembre 2009
Schiavi moderni
Avere e non avere
Avere e non avere. Lavoriamo più degli schiavi ai tempi dei Faraoni. Per trent'anni. Quarant'anni, cinquant'anni. L'età della pensione si allontana fino a coincidere con quella della morte. Il lavoro ha, sempre più spesso, come unico obiettivo uno stipendio. Non è importante che il lavoro sia utile, necessario per la società o per l'individuo che lo svolge. Lo scopo di un'attività è, di solito, il denaro che se ne può ricavare. Denaro che serve per comprare beni inutili, prodotti da altre persone che fanno altrettanti lavori inutili. Per rendere utili beni inutili, aumentare la salivazione dei consumatori, abbiamo inventato l'industria della pubblicità. Un inganno colossale, un'autoipnosi a fini di lucro.
C'è una perdita di senso, di scopo complessivo. Siamo panni lavati e rilavati in una lavatrice con il programma impazzito. L'informazione e la pubblicità, una volta separate, si sono unite, compenetrate in una forma oscena che è ovunque, che giustifica tutto. La distruzione del pianeta, la cancellazione del tempo (nessuno ha più tempo..), la perdita di significato, la mancanza di valori al di fuori di quelli economici. Abbiamo allungato la vita per non poterla vivere, siamo troppo occupati a produrre. Avere, siamo drogati dall'avere, lavoriamo per avere. Abbiamo trasformato il mondo e noi stessi in un PIL, in prodotti a scadenza. Abbiamo tutto, ma non abbiamo più nulla.
In una società basata sulla produzione in quanto tale, a qualunque prezzo, chi perde il lavoro è una zavorra. E' fuori dai giochi. Per sopravvivere è necessario lavorare, fare qualunque lavoro. Il progresso è lavoro, il futuro è lavoro. Il progresso, invece, dovrebbe essere la diminuzione del lavoro. L'eliminazione del lavoro inutile. Lavoro per tutti, solo se utile e in modica quantità.
La dannazione del lavoro ha il suo "altro", il suo specchio, nei parassiti sociali. Quelli che, grazie al lavoro inutile degli altri, non lavorano. Sono dei divoratori di risorse umane e ambientali. Non hanno un lavoro vero e proprio, ma manipolano e posseggono il denaro, quantità spesso enormi di denaro. Sono gli addetti alla leva della ruota in cui girano, inconsapevoli, i lavoratori. La diseguaglianza sociale rende obbligatorio il lavoro inutile. La solidarietà sociale e una equa distribuzione dei beni cancellerebbe ogni produzione fine a sé stessa e i parassiti economici.. Che senso ha avere, nello stesso Paese, l'Italia ad esempio, milioni di persone sotto la soglia di povertà, milioni di disoccupati e centinaia di migliaia di persone ricche a dismisura? Cosa vuol dire "vivere" nello stesso Paese per gli evasori e per i precari? La povertà è la materia prima del consenso dei regimi. Vanno stabilite una soglia di ricchezza e una soglia di povertà, entrambe da non superare. Avere e non avere.
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venerdì 19 giugno 2009
Lo avevamo giudicato male
"Berlusconi spiazza i critici"
clicca sull'immagine per ingrandire
Silvio Berlusconi è stato ricoverato d'urgenza a Roma per aver inalato un'eccessiva quantità di coriandoli lanciati in aria dopo il suo trionfante ritorno dalla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Copenaghen. Qui, insieme agli altri rappresentanti dei governi dei Paesi industrializzati, ha firmato uno storico accordo a tutela del clima.
Per il presidente del Consiglio anche danni minori dovuti ai numerosi abbracci da parte dei cittadini festanti che hanno atteso il suo ritorno a Fiumicino.
La notizia è sull'International Herald Tribune distribuito oggi in tutto il mondo in edizione straordinaria e gratuita. Sì, perché davanti a notizie storiche anche i colossi dell'editoria rinunciano ai profitti: il più importante accordo a tutela del clima è stato firmato a Copenaghen dai rappresentanti mondiali. A renderlo noto è stato il segretario esecutivo delle Nazioni Unite Yvo de Boer: "L'accordo è stato siglato. Un accordo che permetterà al mondo di arginare i cambiamenti climatici".
Per il presidente del Consiglio anche danni minori dovuti ai numerosi abbracci da parte dei cittadini festanti che hanno atteso il suo ritorno a Fiumicino.
La notizia è sull'International Herald Tribune distribuito oggi in tutto il mondo in edizione straordinaria e gratuita. Sì, perché davanti a notizie storiche anche i colossi dell'editoria rinunciano ai profitti: il più importante accordo a tutela del clima è stato firmato a Copenaghen dai rappresentanti mondiali. A renderlo noto è stato il segretario esecutivo delle Nazioni Unite Yvo de Boer: "L'accordo è stato siglato. Un accordo che permetterà al mondo di arginare i cambiamenti climatici".
A pagina 3 l'articolo dedicato all'Italia. Titolo: "Berlusconi spiazza i critici". All'interno si legge di come il premier abbia annunciato, durante il discorso finale del suo intervento, che tutti gli investimenti di Mediaset e Fininvest verranno spostati a supporto delle energie rinnovabili.
L'articolo si conclude con la citazione di un recente studio dell'Università Bocconi secondo il quale possono essere creati, nel solo settore elettrico, 250mila nuovi posti di lavoro entro il 2020 con l'investimento nelle energie rinnovabili.
Beppe Grillo ha dichiarato: - Metterò subito in piedi un nuovo spettacolo intitolato "E' accaduto un miracolo!" - ed ha espresso un suo personale dubbio: - Non so in quale parte baciarlo! -

L'apertura del quotidiano titola "I capi di Stato firmano uno storico accordo per salvare il clima", e spiega come l'accordo porterà a importanti tagli nelle emissioni di gas serra, metterà fine alla deforestazione e promuoverà soluzioni per la protezione climatica."Sarzoky: il nucleare è morto", "Exxon finalmente pulita", "In Grecia il sole splende per le energie rinnovabili".
L'articolo si conclude con la citazione di un recente studio dell'Università Bocconi secondo il quale possono essere creati, nel solo settore elettrico, 250mila nuovi posti di lavoro entro il 2020 con l'investimento nelle energie rinnovabili.
Beppe Grillo ha dichiarato: - Metterò subito in piedi un nuovo spettacolo intitolato "E' accaduto un miracolo!" - ed ha espresso un suo personale dubbio: - Non so in quale parte baciarlo! -
L'apertura del quotidiano titola "I capi di Stato firmano uno storico accordo per salvare il clima", e spiega come l'accordo porterà a importanti tagli nelle emissioni di gas serra, metterà fine alla deforestazione e promuoverà soluzioni per la protezione climatica."Sarzoky: il nucleare è morto", "Exxon finalmente pulita", "In Grecia il sole splende per le energie rinnovabili".
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domenica 22 marzo 2009
Le balle dello psiconano
Non arrivi a fine mese?
Perdi il lavoro o non lo trovi?
Niente di meglio che essere preso anche per il culo!
Ci spiega come, il professor Mauro Gallegati, Facolta' di Economia Giorgio Fua' dell’Universita' Politecnica delle Marche
"L’ISTAT dice che il tasso di disoccupazione nell’ultimo anno è salito dal 6.1 al 6.7%. I dati sulla disoccupazione in Italia "sono i migliori" nel contesto europeo. Lo ha affermato Berlusconi in una conferenza stampa alla fine dei lavori del Consiglio europeo. Come può sostenere una simile bestialità senza che nessuno si indigni? In fondo, se ci prendono per idioti è solo colpa nostra.
Nell’ultimo anno è aumentata la disoccupazione nelle nazioni della zona-euro. Secondo Eurostat, il tasso dei disoccupati è salito al 7,8% con forti differenze (dall’Olanda 2,7%, alla Spagna 13,4%). Il tasso di disoccupazione americano è del 6,7%, quello giapponese 3,9%.
Come può sostenere B. che stiamo meglio degli altri Paesi europei? I numeri sembrano dargli ragione: il tasso di disoccupazione italiano è più basso della media europea. Le statistiche però vanno lette, perché dietro un numero sono nascoste molte altre storie. Così è per la disoccupazione, un rapporto tra due numeri: tra chi cerca lavoro o un lavoro l’aveva e l’ha perso e forza lavoro, cioè le persone disposte a lavorare. Se la situazione generale peggiora e uno si scoraggia e smette di cercare lavoro, il tasso di disoccupazione scende! Gli "scoraggiati" sono persone senza lavoro che a domanda dell’ISTAT: “Perché non sta cercando lavoro?” barrano la X su “Ritiene di non riuscire a trovarlo". Per evitare questo problema che offre statistiche inaffidabili, gli economisti suggeriscono di guardare al tasso di occupazione. Ancora un numero: stavolta tra chi lavora e chi è disposto a lavorare.
E qui arriva l’inghippo: il tasso di occupazione italiano è tra i più bassi in Europa. Secondo l'Eurispes da noi è il 58,7%, inferiore di otto punti percentuali rispetto ai Paesi dell’euro, pari al 67%. Tradotto in numeri, se il tasso di occupazione fosse paragonabile a quello europeo, equivarrebbe a tre milioni di posti di lavoro in meno. Il tasso di disoccupazione reale sarebbe compreso tra l’11 ed il 13%. Non c’è lavoro.
Qualcuno dica ai nostri politici di voltarsi: il futuro è dall’altra parte, loro guardano al passato, non dobbiamo permettergli di rubare il domani dei nostri figli. Gli perdoneremo così anche le stupidaggini sulla disoccupazione e sulle presunte tremontiane “previsioni” sulla crisi: Ministro non ci voleva Nostradamus, stavolta, bastava il mago Otelma. Un abbraccio."
Perdi il lavoro o non lo trovi?
Niente di meglio che essere preso anche per il culo!
Ci spiega come, il professor Mauro Gallegati, Facolta' di Economia Giorgio Fua' dell’Universita' Politecnica delle Marche
"L’ISTAT dice che il tasso di disoccupazione nell’ultimo anno è salito dal 6.1 al 6.7%. I dati sulla disoccupazione in Italia "sono i migliori" nel contesto europeo. Lo ha affermato Berlusconi in una conferenza stampa alla fine dei lavori del Consiglio europeo. Come può sostenere una simile bestialità senza che nessuno si indigni? In fondo, se ci prendono per idioti è solo colpa nostra.
Nell’ultimo anno è aumentata la disoccupazione nelle nazioni della zona-euro. Secondo Eurostat, il tasso dei disoccupati è salito al 7,8% con forti differenze (dall’Olanda 2,7%, alla Spagna 13,4%). Il tasso di disoccupazione americano è del 6,7%, quello giapponese 3,9%.
Come può sostenere B. che stiamo meglio degli altri Paesi europei? I numeri sembrano dargli ragione: il tasso di disoccupazione italiano è più basso della media europea. Le statistiche però vanno lette, perché dietro un numero sono nascoste molte altre storie. Così è per la disoccupazione, un rapporto tra due numeri: tra chi cerca lavoro o un lavoro l’aveva e l’ha perso e forza lavoro, cioè le persone disposte a lavorare. Se la situazione generale peggiora e uno si scoraggia e smette di cercare lavoro, il tasso di disoccupazione scende! Gli "scoraggiati" sono persone senza lavoro che a domanda dell’ISTAT: “Perché non sta cercando lavoro?” barrano la X su “Ritiene di non riuscire a trovarlo". Per evitare questo problema che offre statistiche inaffidabili, gli economisti suggeriscono di guardare al tasso di occupazione. Ancora un numero: stavolta tra chi lavora e chi è disposto a lavorare.
E qui arriva l’inghippo: il tasso di occupazione italiano è tra i più bassi in Europa. Secondo l'Eurispes da noi è il 58,7%, inferiore di otto punti percentuali rispetto ai Paesi dell’euro, pari al 67%. Tradotto in numeri, se il tasso di occupazione fosse paragonabile a quello europeo, equivarrebbe a tre milioni di posti di lavoro in meno. Il tasso di disoccupazione reale sarebbe compreso tra l’11 ed il 13%. Non c’è lavoro.
Qualcuno dica ai nostri politici di voltarsi: il futuro è dall’altra parte, loro guardano al passato, non dobbiamo permettergli di rubare il domani dei nostri figli. Gli perdoneremo così anche le stupidaggini sulla disoccupazione e sulle presunte tremontiane “previsioni” sulla crisi: Ministro non ci voleva Nostradamus, stavolta, bastava il mago Otelma. Un abbraccio."
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