giovedì 16 luglio 2009

La ninna nanna di nonno morfeo


Questo è il "clima civile" auspicato, ovvero, il sonno delle coscienze!


Il presidente della Repubblica, detto Morfeo, ha promulgato la legge sulla sicurezza.
Nel promulgarla, sottolinea, tuttavia, che «suscita perplessità e preoccupazioni l'insieme del provvedimento che, ampliatosi in modo rilevante nel corso dell'iter parlamentare, risulta, ad un attento esame, contenere numerose norme tra loro eterogenee, non poche delle quali prive dei necessari requisiti di organicità e sistematicità».

Peppino De Filippo diceva: "E ho detto tutto!"... cioè non ha detto nulla!

Palazzo Gigi esprime "soddisfazione e apprezzamento per la promulgazione" e in un comunicato sottolinea che "le considerazioni del capo dello Stato saranno valutate attentamente" e che "si terrà conto delle notazioni e dei suggerimenti" di morfeo "già a partire dalla prima applicazione della legge".

Continuiamo a farci del male, dai! Applicazione delle leggi a seconda dell'umore! Ecco quale potrà essere prossimamente una notizia sul Corriere delle Sera:

Intercettata una nave carica di clandestini al largo di Lampedusa.


Il comandante un mese fa aveva telefonato a palazzo Chigi per sapere come avrebbe dovuto applicare la norma. Forse tra una settimana si chiarirà tutto; sono tuttora in corso le consultazioni tra il governo ed il presidente della Repubblica.

Oppure, in questo clima di stravolgimento della legalità e della democrazia, ognuno farà quello che ca..o più gli aggrada! Ovviamente per quelli che hanno un po' di potere; gli altri saranno equiparati direttamente ai clandestini.
Quindi allontanati, espulsi o presi direttamente a cannonate.

In questo clima di "sonnolenza" collettiva, alla fine, si addormenterà anche la maggioranza!



La minoranza minorata lo è già da troppo tempo (o fa finta?)


Il modo dell'informazione, invece, fa finta di essere sveglio, appunto, per informarci sullo stato "reale" delle cose!



Ah, poi c'è il Pera che attacca (con il permesso del capo) il Morfeo e allora va bene così. Mica si chiama Grillo, Di Pietro o Travaglio o...

BUONA NOTTE!

mercoledì 15 luglio 2009

Giustizia?

L'amarezza del papà di Gabriele
«Vergogna, vergogna, vergogna»

Istanza: La famiglia Sandri ricorrerà contro la sentenza della Corte. Il legale: «Pessima soluzione: l'agente resterà libero in attesa dell'appello».

Una promessa al figlio che non c'è più, prima che a se stesso: «A Spaccarotella non lo mollo!». Giorgio Sandri commenta in maniera glaciale la sentenza di primo grado che arriva dal Tribunale di Arezzo. Sei anni di reclusione per l'agente Luigi Spaccarotella, il poliziotto che l'11 novembre 2007 sparò tra sei corsie di autostrada per cercare di sedare una rissa tra tifosi dall'altra parte della carreggiata.
«Mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di aver creduto in questa giustizia» le parole del genitore scivolano via tra freddezza e incredulità, mentre un'ambulanza arriva per soccorrere una ragazza, colta da un malore dopo la lettura della sentenza del giudice accolta da urla, insulti, ingiurie con gli avvocati della difesa in un'esultanza irrispettosa e fuori luogo.
«Non voglio fomentare nessuno, ma con un verdetto del genere è difficile pensare che i ragazzi l'abbiano presa bene - Giorgio Sandri viene invitato a fare appelli contro la violenza in un momento di sollevazione popolare - spero che tutti mantengano il sangue freddo».
La sera dell'omicidio di Gabriele a Roma vennero prese d'assalto le caserme di via Guido Reni, la tensione è alta, Giorgio Sandri cerca - nonostante tutto - di stemperare la tensione. «Mi raccomando ragazzi state buoni, siete soltanto voi che pagate, Spaccarotella non ha pagato».
Amarezza, ma non sconforto, e soprattutto c'è il desiderio di ricorrere in appello per cercare giustizia nei confronti di un figlio morto ammazzato mentre stava andando in trasferta a seguire la squadra del cuore. «Non sono bastati cinque testimoni, quando basta un pentito per condannare all'ergostolo un mafioso. Evidentemente la divisa ha un suo peso. Sono disgustato, disgustato, disgustato: per fortuna c'è la giustizia divina, da quella non scappa».
In lacrime la mamma Daniela: «Adesso me l'hanno ammazzato una seconda volta - afferma piangendo - quando stasera torneranno a casa e vedranno i loro figli, come faranno a guardarli in faccia? Nessuno mi ridarà Gabriele, nessuno. Con la nostra fondazione continueremo il nostro impegno contro la violenza - ha affermato prima di lasciare il Tribunale - ma non credo più nella giustizia, mi viene voglia di lasciare l'Italia». Sul piazzale antistante il Palazzo di Giustizia ci sono gli amici di Gabriele, allontanati a forza dall'aula dopo la lettura della sentenza della Corte d'Assise di Arezzo che ha derubricato il reato da omicidio volontario a omicidio colposo. Lacrime e abbracci: gli amici di Gabbo cercano di farsi forza l'uno con l'altro.
Hanno inveito contro l'agente Spaccarotella e contro i giudici prima di essere ripresi da Cristiano Sandri: «In questo modo uccidete mio fratello per la terza volta». Si va oltre, si andrà avanti fino in fondo, come annuncia al termine del processo di primo grado l'avvocato Michele Monaco: «È una pessima soluzione. Faremo appello». Il legale della famiglia Sandri commenta la sentenza con amarezza dopo che il pm di Arezzo, Giuseppe Ledda aveva chiesto 14 anni di condanna per omicidio volontario. «Spaccarotella - ha concluso l'avvocato Monaco - non andrà in carcere se non a sentenza definitiva».
Infatti, nonostante la condanna a sei anni di reclusione per l'omicidio colposo aggravato di Gabriele Sandri, l'agente di polizia Luigi Spaccarotella per ora non andrà in carcere: i suoi difensori hanno, infatti, annunciato appello, per cui, in base alle previsioni del codice di procedura penale, l'imputato attenderà in libertà il processo di secondo grado, che si svolgerà probabilmente il prossimo anno.
Solo quando la sentenza nei confronti di Spaccarotella diventerà irrevocabile sarà emesso il provvedimento per l'esecuzione della pena.


15/07/2009

da Il Tempo.it

Le immagini di Gabriele Sandri

martedì 14 luglio 2009

Provaci ancora, Grillo!

PD
12.07.09

Beppe Grillo candidato alla segreteria del PD


MarxBeppe.jpg

Il 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle. Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c'è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all'introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell'acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D'Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollanno la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l'indulto.
Io mi candido, sarò il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un'alternativa al Nulla.
Il mio programma sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l'applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito e un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino. Ci sono milioni di elettori del PDmenoelle che vorrebbero avere un PDcinquestelle. Con questo apparato affaristico e venduto non hanno alcuna speranza. Il PDmenoelle è l'assicurazione sulla vita di Berlusconi, è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza. Arrivederci al 25 ottobre!


PD

Copia e incolla il codice:

Riceviamo da Greenpeace...


G8, IL PIÙ GRANDE SFORZO DI GREENPEACE IN ITALIA. E ORA, COPENHAGEN…

Cari cyberattivisti.
con la conclusione del G8 sono terminate anche le azioni di Greenpeace in Italia, ed è il momento per un primo bilancio: cinque centrali occupate, alcune navi carboniere abbordate, quasi duecento persone in azione tra attivisti, staff italiano, Greenpeace International. Sono i numeri del più grande sforzo organizzativo mai realizzato da Greenpeace in Italia. E, d’altra parte, lo sforzo è stato commisurato all’obiettivo: mandare un chiaro messaggio ai leader del G8 riuniti all’Aquila.

Greenpeace ha commentato negativamente i documenti approvati al G8. È vero, per la prima volta si riconosce ufficialmente la necessità di contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi, soglia indicata dagli scienziati come da non superare per evitare che i cambiamenti climatici diventino catastrofici. E i capi di governo riuniti all’Aquila hanno affermato di voler ridurre, entro il 2050, le emissioni di gas serra dell’80 per cento...

Ma il 2050 è troppo lontano! Senza obiettivi a medio termine (2020) e senza indicare come e con quali investimenti tagliare le emissioni, gli accordi del G8 sono puri esercizi di stile, che lasciano ai prossimi governi e alle future generazioni l’onere di prendere una decisione. Per questo, gli attivisti di Greenpeace sono scesi dalla centrale di Brindisi dopo aver dipinto sulla ciminieria “STUPIDS”, rivolto ai leader del G8, mentre su una nave carboniera a Civitavecchia è stata scritto: “G8: FAILED” (“G8: fallito”).

La buona notizia è che ci saranno ancora occasioni, nel corso del 2009, per riempire di contenuti quanto deciso all’Aquila. L’obiettivo è arrivare alla Conferenza di Copenhagen, il prossimo dicembre, con un accordo che tagli le emissioni da subito, blocchi la deforestazione, metta in moto la necessaria “Rivoluzione energetica”, fatta di efficienza e fonti rinnovabili. Tante saranno le attività che ci vedrete svolgere nei prossimi mesi. Ma è fondamentale che il vostro sostegno continui, e anzi – se possibile – cresca. Come? Visitate il il nostro sito sulla Conferenza di Copenhagen, partecipate alla cyberazione “Manda Berlusconi a Copenhagen” , invitate i vostri amici a diventare cyberattvisti e, se vi è possibile, non perdete l’occasione per farci sentire il vostro sostegno con una donazione.

Come ben sapete, Greenpeace finanzia le proprie attività solo con i soldi provenienti da singoli cittadini come voi. Le azioni collegate al G8 sono costate molto. I prossimi mesi vedranno una mobilitazione ancora più forte a livello globale, che culminerà alla Conferenza di Copenhagen, che speriamo di influenzare in positivo. E voi potete essere parte della soluzione contro i cambiamenti climatici. Fateci avere il vostro contributo.

Vi ringrazio tutti e a presto con altre attività.

Andrea Pinchera
Direttore Comunicazione e Raccolta fondi
Greenpeace Italia


PS: Spedisci questo messaggio a tutti i tuoi amici interessati a combattere i cambiamenti climatici.


www.greenpeace.it