venerdì 27 febbraio 2009

La solita demagogia infarcita di bugie e incompetenza


Il governo berlusconi, ma anche l'europa dei banchieri intrallazzoni vuole estendere il controllo sui cittadini con la solita scusa di "combattere la mafia"... e le infiltrazioni mafiose nelle banche stesse?
Ancora una volta non sono credibili, almeno dal popolo della rete ma solo al vecchiume che si infarcisce (ancora!?) la capoccia con le cazzate della "televisione unica".
Una delle ultime
boutade l'ha lanciata quella cartaccia sporca di Repubblica.
Ecco, invece, come stanno le cose che spiegano la cancerosa demagogia del PDL e del PDmenoL:


La forza del VoIP è il P2P

di Alessandro Bottoni

Nei giorni scorsi hanno suscitato un certo scalpore due notizie strettamente correlate. La prima è che la mafia ha (finalmente?) scoperto Skype come strumento di comunicazione sicuro e non intercettabile: Su Skype il boss è imprendibile
La seconda è che il Ministro dell'Interno Robero Maroni vuole finanziare un team di esperti per trovare un modo di intercettare Skype:
Una task force per intercettare Skype - Maroni: "Troveremo la soluzione"
Questa sua iniziativa è poi stata ripresa dalla Commissione Europea:
L'Europa vuole le chiavi di Skype

Ma, allora, Skype può essere intercettato o no? E se può essere intercettato, allora questo vuol forse dire che la privacy è destinata a soccombere di fronte alla "ragion di stato"?


Le mani dell'FBI sul VoIP

Chiariamo subito che l'Onorevole Roberto Maroni non è né il primo né l'unico ad avere chiesto di rendere intercettabili i sistemi VoIP. In USA, ai tempi di Bush è stata presentata una proposta di legge (più esattamente una delibera di FCC) che prevedeva esattamente la stessa cosa:

Appeals court upholds Net-wiretapping rules
Perspective: FCC schizo on DSL, wiretapping
Feds fund VoIP tapping research

In pratica, si chiedeva a Skype di inserire una backdoor sui propri server (e forse anche sui client) per permettere alla polizia di intercettare le chiamate. Come potete vedere da questi articoli, tuttavia, intercettare i sistemi VoIP si è rivelato tutt'altro che facile, anche con l'aiuto della legge. Skype stessa ha spiegato come stanno le cose all'FBI:

Skype: We can't comply with police wiretap requests


E, in effetti, in Germania la polizia ha proposto addirittura di sviluppare un trojan di stato (!!) per intercettare Skype, proprio a causa della impossibilità di usare altri mezzi, più affidabili e più tradizionali:

Germania, subito trojan di stato nei computer
Intercettare Skype è possibile, in Germania

Le ragioni di questa difficoltà sono due:
1) Il traffico Skype è crittografato (RSA + AES, funzionalità non disabilitabile).
2) Il traffico di Skype scorre su una rete P2P che non è sotto il controllo di nessuno, nemmeno
di Skype stessa.
A questo punto, possiamo esaminare questi due aspetti e cercare di capire fino dove si possono spingere i governi, le magistrature e le polizie nel loro tentativo di intercettare il traffico VoIP (non solo quello di Skype, come vedremo).



Decrittare il traffico

Decrittare il traffico di Skype con un attacco "a forza bruta" è impossibile. Skype usa due sistemi di cifra noti come RSA e AES (Advanced Encryption Standard, noto anche come Rijndael) che sono notoriamente molto robusti ("military grade"). L'implementazione di questi sistemi fatta da Skype è segreta ma si pensa che sia priva di falle significative (almeno di quelle non intenzionali). Vedi al riguardo: http://en.wikipedia.org/wiki/Skype_security.
Nel corso degli anni sono state scoperte alcune falle nel software di Skype ma fino a questo momento nessuna di queste ha mai permesso di ascoltare abusivamente una conversazione cifrata tra due persone. Si trattava infatti di falle che permettevano di usare il software client di Skype per installare del malware sul PC dell'utente. Questo è un tipo di vulnerabilità decisamente grave ma che comunque non mette a rischio la riservatezza della comunicazione in modo diretto. Le falle note sono già state chiuse o sono in procinto di esserlo.
Un altro tipo di vulnerabilità dei sistemi VoIP è stato denunciato nei mesi scorsi da New Scientist e ripreso da Bruce Schneier:

Compressed web phone calls are easy to bug
Eavesdropping on Encrypted Compressed Voice

Si tratta però di una vulnerabilità minore che affligge solo alcuni sistemi e solo in alcuni casi. Oltrettutto, questo tipo di intercettazione funziona solo se la conversazione avviene in un ambiente poco rumoroso e usando una lingua per la quale esista un dizionario di confronto (in pratica solo l'inglese).
Piuttosto, esiste il fondato sospetto che il software di Skype includa un sistema di intercettazione che Skype stessa può utilizzare a proprio piacimento (vedi sempre Wikipedia). Sembra che questo sistema sia stato usato in Cina, su richiesta del governo locale. Non è possibile sapere come stiano realmente le cose a causa del fatto che il software di Skype viene distribuito solo in formato binario (compilato). Per questa ragione, coloro che temono per la propria riservatezza, spesso preferiscono usare sistemi diversi da Skype, possibilmente di tipo Open Source.
In ogni caso, Skype è solo la punta dell'iceberg. Là fuori ci sono già altri sistemi VoIP (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Confronto_tra_software_di_VoIP). Alcuni di essi forniscono già delle funzionalità crittografiche ed altri lo faranno sicuramente nei prossimi anni. Tra quelli che ricordo, posso citare:

http://www.minisip.org/

http://en.wikipedia.org/wiki/KPhone
http://en.wikipedia.org/wiki/QuteCom (dalla 2.1 in poi)
http://www.sip-communicator.org/index.php ("planned")


Imporre una backdoor

L'alternativa proposta dall'FBI americana, ripresa in seguito dall'Onorevole Maroni e poi dalla Comunità Europea, consisterebbe nell'imporre ai produttori di software di installare una backdoor segreta nei loro programmi (sui server e/o sui computer usati dagli utenti). Questa strada è chiaramente impraticabile almeno per i seguenti motivi.
1) Sarebbe impossibile imporre il rispetto di questa legge al mondo del software Open Source. Dato che sono disponibili i sorgenti di questi programmi, chiunque potrebbe esaminare il programma, rimuovere la backdoor, compilare il programma ed installarlo. Non c'è alcun modo di impedirlo.
2) Sarebbe impossibile imporre il rispetto di questa legge anche ai produttori di software che operano al di fuori del nostro territorio. Si tenga presente che una software house può facilmente spostare la propria sede sociale in un paese "amico" senza dover spostare nulla che abbia consistenza fisica (molti programmatori lavorano già adesso da casa usando Internet). Lo ha già fatto, per esempio, Napster per sfuggire alla legislazione americana. Skype stessa ha scelto di avere sede in Lussemburgo, dove la legislazione le è più favorevole.
3) I programmi che non rispettano questi limiti di legge diventerebbero rapidamente gli unici ad essere realmente utilizzati dagli utenti. Le aziende che si attengono agli obblighi di legge sarebbero costrette a chiudere.
4) Sarebbe comunque impossibile impedire lo "spaccio" di programmi che non rispettano questa imposizione di legge. Sono dieci anni che tutto l'Occidente tenta di impedire lo spaccio dei file MP3 senza riuscirci. Non c'è motivo di pensare che avrebbe miglior fortuna con il software VoIP "pirata".


Usare un trojan

Una volta stabilito che non si può installare una backdoor sui programmi "alla fonte", si potrebbe tentare di installarla "sul campo", usando un worm od un trojan horse come vettore. Questo è esattamente ciò che avrebbe voluto fare (o che ha realmente fatto) la Polizia tedesca. Si tratta, in pratica, di infettare i computer degli utenti e di installare su di essi, ad insaputa dei proprietari, una pericolosissima backdoor. Anche questa strada, però, è chiaramente impraticabile. Le ragioni sono le seguenti.
1) Molti sistemi sono immuni dalle infezioni. Linux, BSD, MacOS X, OpenSolaris ed altri sistemi operativi sono immuni da virus, worm ed altri tipi di malware. Firefox, Thunderbird, OpenOffice e molti altri programmi applicativi di uso comune sono immuni da virus ed altri tipi di infezione. L'unico modo di propagare una simile infezione in modo affidabile consiste quindi nell'usare il client stesso dell'applicazione VoIP (cioè il programma installabile di Skype ed i suoi concorrenti).
2) Si possono però sempre sviluppare nuovi client che usano le vecchie reti VoIP o sistemi completamente nuovi. In questo modo, un virus che potesse attaccare Skype sarebbe inefficace contro un nuovo client per Skype o contro un sistema del tutto diverso, come Gizmo o OpenWengo.
3) Ci sono sempre gli antivirus. Bisognerebbe quindi convincere i produttori di antivirus ad "ignorare" il trojan di stato e la relativa backdoor. Questo però creerebbe una pericolossima falla di sicurezza per tutto il sistema.
4) Se un malintenzionato riuscisse a prendere il controllo dei PC degli utenti usando la backdoor installata dal trojan di stato, avrebbe accesso incondizionato a tutti i PC del paese (compresi quelli dell'Esercito, della Polizia, del Governo,etc.).


Proibire la crittografia

Qualche senatore americano è persino arrivato a chiedere che venisse proibito l'uso di strumenti crittografici da parte degli utenti privati. Questa strada è però impraticabile almeno per i seguenti motivi.
1) La crittografia è indispensabile per proteggere le applicazioni finanziarie (home banking, online trading, i sistemi di pagamento dei siti di e-commerce, etc.) ed altri tipi di applicazioni critiche (i sistemi esposti al pubblico dal Governo e dai suoi enti, per esempio). Non può essere completamente abolita.
2) Bisognerebbe controllare quello che fanno milioni di utenti con centinaia di programmi diversi in migliaia di applicazioni diverse. Chi dovrebbe farlo? Chi paga? Che succede alla privacy?
3) Scrivere software crittografico e/o applicare uno strato di software crittografico ad un sistema VoIP è ormai una operazione alla portata di moltissimi programmatori. Bisognerebbe controllare anche questi.


Proibire le reti P2P

Inoltre, proibire l'uso della crittografia sarebbe comunque inutile senza proibire l'uso di reti P2P. Questo perchè le reti P2P possono essere indipendenti da Internet e dalle reti telefoniche, come avviene per CuWIN, FON, Netsukuku ed altre. Possono anche essere reti "chiuse" e riservate, cioè Friend-to-Friend (F2F). Le reti P2P possono quindi sottrarsi a qualunque controllo, come ben sanno gli aficionados di eMule. Se non si può avere accesso ad uno dei computer della rete, è impossibile intercettare il traffico.
I governi di quasi tutto il mondo e le associazioni che difendono gli interessi dei detentori dei diritti come RIAA, MPAA stanno portando avanti una guerra spietata alle reti P2P da almeno dieci anni. Nonostante questo, le reti P2P producono tuttora la stragrande maggioranza del traffico su Internet. Non credo che sia necessario dire nient'altro per dimostrare quanto sia impari la lotta tra il P2P e i suoi avversari.
Se nessuno è mai riuscito finora a bloccare il traffico P2P, pur potendo contare su mezzi non indifferenti, come si può pensare che qualcuno ci possa riuscire in futuro?


Rassegnarsi

All'Onorevole Roberto Maroni ed alla Commissione Europea non resta che rassegnarsi: il VoIP cifrato è qui per restare. Skype è solo la punta di un iceberg. Ci sono già altri sistemi VoIP cifrati e molti altri ne arriveranno sul mercato in futuro. Molti di questi saranno impossibili da intercettare ed alcuni lo sono già adesso. Non c'è niente da fare.
Non solo: a fianco dei sistemi VoIP cifrati si stanno diffondendo anche i telefoni cellulari cifranti, come quelli di CasperTech.
In futuro sarà difficilissimo, forse impossibile, intercettare le comunicazioni telefoniche delle persone che sanno di avere qualcosa da nascondere. Sarà così indipendemente dalla quantità e dalla qualità di leggi, di mandati giudiziari, di poliziotti e di dispositivi che si potranno mettere in campo. Sarà necessario trovare altre strade, come le intercettazioni ambientali (vedi: "Introduzione Alle Intercettazioni Telefoniche, Ambientali ed Informatiche").
Se questo sia un bene od un male, non sta a me dirlo. Quello che vi posso dire è che sarà comunque inevitabile.

Alessandro Bottoni

Aste deserte... nave a picco?

mercoledì 25 febbraio 2009

27 marzo alle ore 17.00: vomitata di piazza



Basta non leggere il giornale per due giorni, e non ce capisc' cchiu' nu cazz'. I politici santamarinellesi zompano come quaglie. Lo stomaco è in subbuglio...
Da una parte lo stimolo sarà offerto dal duello "Tday vs. bakeka" (era meglio un ring allestito in passeggiata con i due wrestler a "panz' 'e fori").
Questa è la "lettera aperta" di Tday (scuss ma prima della nostra nisciun faceva ste cazz de letter apert!)
Ma il dito in gola ce lo hanno infilato: alessio marcozzi, damiano gasparri, dario vergati, marco fava, marco manuelli e claudio siviero. (scriveteli e salvateveli nell'hard disk); i soggetti hanno lasciato da solo il poverino mucciola (già abbandonato dal "Che bianchi guevara") per passare, non al PDmenoL, ma direttamente al carrozzone del PDL dello psiconano.
Il solito giochetto di fondare un’associazione politico-culturale chiamata “Il Centro della Libertà” (ha ha ha) con collocazione tra le file del centro-destra. Il marcozzi, presidente dell’associazione, non spiega le ragioni del salto della quaglia ma parla della necessità di rappresentare le aspirazioni di chi vuole migliorare la qualità della vita nella città. (tutti vogliono salvare la Pera del Tirreno!)
Questo quanto dichiarato da Alozzi Mar-cessio:
- Il Centro della Libertà testimonia come nella nostra città c’è ancora voglia di fare e di attivarsi per promuovere iniziative che si riverseranno positivamente sulla nostra comunità. Questo si realizzerà solo con il confronto ed il coinvolgimento della cittadinanza pronta ad impegnarsi in progetti semplici e realizzabili. Il “Centro della Libertà” nasce proprio da questa che ormai da tempo è una necessità e aggiungo un dovere: rimettersi in moto per centrare gli obiettivi che la cittadinanza si aspetta dando un forte supporto per la realizzazione degli stessi e lavorando con serietà e umiltà adottando una politica del fare. Credo e sono sicuro che questo possa realizzarsi solo con la partecipazione della società civile che comprenda gente credibile, con esperienza, e soprattutto con il forte supporto dei giovani che sono il presente ed il futuro della società”. -

(è solamente in ritardo di un anno con la propaganda elettorale! Che dici, scemo, non capisc gnient: è in anticipo sulla prossima! Uè, strunz... mi viè da vomità...)



Sulla politica del fare e sul forte supporto dei giovani torneremo presto sull'argomento.

STAY TUNEDZXXZCHKK

lunedì 23 febbraio 2009

CARBONE SPORCO DI TVN: AIA ultimo atto

Autorizzazione Integrata Ambientale per polli...


Il movimento no coke Alto Lazio, mercoledì pomeriggio, al sit-in sotto il Ministero dell’Ambiente, per sostenere le ragioni delle popolazioni inquinate.



Importanti novità per la centrale a carbone di Civitavecchia.

Infatti, mercoledì 25 febbraio, alle ore 15.00, presso la sede del Ministero dell'Ambiente, in Via di Capitan Bavastro n.174, a Roma, si svolgerà la riunione della conferenza dei servizi relativa al procedimento di riesame dell’Autorizzazione Unica n.55/02/2003 (centrale termoelettrica di Torrevaldaliga Nord – Enel produzione S.p.a) limitatamente agli aspetti inerenti la materia dell’autorizzazione integrata ambientale.

Sia nel procedimento, che nell'autorizzazione, ci sono gravissime lacune, per questo sono state presentate dettagliate osservazioni al procedimento che, puntualmente, si possono leggere sul sito, www.minambiente.it

Nonostante lo spessore tecnico delle osservazioni, nonostante l’avvio di un’ importante petizione accolta dalla Commissione Europea, a Roma hanno stranamente convocato la conferenza dei servizi, senza inviarci alcuna comunicazione ufficiale.

La notizia ci è giunta ugualmente e abbiamo immediatamente inoltrato richiesta di partecipazione, poi accolta.

Questa sarà ancora una volta l’occasione di far valere le nostre ragioni, le nostre richieste di legalità e il rispetto delle leggi Italiane ed Europee, in fatto di tutela ambientale e sanitaria.

Infatti nel nostro territorio, nonostante la presenza del polo energetico più grande d’Europa, di quasi 7000 MW installati, non sono stati predisposti meccanismi per la tutela ambientale e sanitaria: un esempio evidente è l’ Osservatorio Ambientale, che è stato creato per produrre dati ante operam alla centrale a carbone, ma che di fatto non ha prodotto nulla, (almeno per ora), se non l’apertura di un’ indagine della Procura della Repubblica di Civitavecchia sul mancato rilevamento delle centraline dislocate sul territorio inquinato.

Per tutti questi motivi, a Roma, presenzieremo sotto il Ministero dell’Ambiente, anche per supportare i nostri rappresentanti. Contestualmente chiamiamo i cittadini del comprensorio a partecipare. Invitiamo anche i rappresentanti politici ed istituzionali, non solo locali, ma anche provinciali, regionali, nazionali ed europei, di tutti gli schieramenti, perché questo è un appuntamento finale di una battaglia delle popolazioni per la legalità, per il futuro del territorio, per l’economia, ma soprattutto per tutelare la salute delle generazioni future.

Un sit- in per ascoltare la voce dei cittadini che invocano il diritto alla salute per un comprensorio che ha sulle spalle 50 anni di servitù energetiche e che lotterà fino all’ultimo respiro per salvaguardare il proprio futuro e la propria economia agricola e turistica.


Movimento no Coke Alto Lazio